Secondo i dati diffusi da Istat a maggio 2025 il commercio estero italiano ha registrato una battuta d’arresto, ma il comparto alimentare si conferma uno dei pochi settori in controtendenza. Mentre l’export generale è sceso del 2,3% su base mensile e dell’1,9% su base annua (con una flessione del 4,3% in volume), le esportazioni di prodotti alimentari, bevande e tabacco sono cresciute del +3,5% rispetto a maggio 2024, segnando un risultato positivo anche nel cumulato gennaio-maggio (+5,0%).
Questa crescita conferma la resilienza del settore food&beverage, sostenuta soprattutto dalla domanda in mercati come Stati Uniti (+2,6%) e Svizzera (+9,2%), mentre calano le vendite verso paesi extra UE come Cina (-22,6%) e Turchia (-22,5%).
Nel dettaglio, l’andamento positivo è stato trainato dai prodotti ad alto valore aggiunto, inclusi alimenti trasformati e vini, mentre si riducono le esportazioni di articoli tecnologici e strumentali. Il dato è particolarmente rilevante in un contesto in cui anche i prezzi all’importazione segnano una riduzione significativa: -1,4% su base mensile e -3,0% annuo, complice il calo dei costi energetici.
Nel settore retail, il rallentamento delle importazioni (-4,1% su base mensile e -1,7% annuo) si riflette in una contrazione della disponibilità di beni di consumo, soprattutto nel segmento non alimentare. Il saldo commerciale complessivo rimane positivo (+6,16 miliardi di euro), ma registra una leggera contrazione rispetto allo stesso mese del 2024.
A livello tendenziale, il commercio estero italiano resta sostenuto solo da pochi settori dinamici, tra cui il food&beverage e la farmaceutica (+39%), che tengono alta la bandiera del Made in Italy nei mercati internazionali.



















