Budget d’autunno nel mirino: l’industria del Regno Unito chiede al governo di invertire la rotta

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La Food and Drink Federation (FDF) ha rivisto al rialzo le previsioni per l’inflazione alimentare nel Regno Unito, puntando il dito contro le politiche del governo. Secondo l’ultimo rapporto dell’associazione, i prezzi di cibi e bevande analcoliche sono destinati a crescere del 5,7% entro dicembre 2025, contro una stima precedente del 4,8%.

I dati ufficiali di agosto dell’Office for National Statistics, attesi mercoledì 17 settembre, forniranno un nuovo termometro sull’andamento dei prezzi. A luglio, l’inflazione alimentare era già salita al 4,9% annuo, quarto mese consecutivo di rialzo. Dal 2020 a oggi, i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande sono aumentati del 37%, contro il +28% registrato nell’economia generale, con picchi su beni di largo consumo come latte, formaggi, uova e oli da cucina.

Secondo la capo economista della FDF, Liliana Danila, i picchi inflazionistici tra il 2020 e il 2023 erano legati a shock geopolitici ed energetici, mentre l’attuale ondata sarebbe il risultato diretto di nuove imposizioni fiscali e regolatorie interne. In particolare, l’associazione cita l’aumento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e la nuova tassa sugli imballaggi, l’Extended Producer Responsibility (EPR), che impone ai produttori di finanziare lo smaltimento sostenibile dei materiali.

Secondo le stime della FDF, queste misure costano al settore rispettivamente 410 milioni e 1,1 miliardi di sterline l’anno. La direttrice generale Karen Betts ha sottolineato come l’inflazione alimentare britannica sia “un’anomalia rispetto agli altri Paesi europei”, nonostante la stabilizzazione dei costi energetici e delle materie prime. “Le imprese non riescono più ad assorbire i rincari e sono costrette a trasferirne una parte ai consumatori”, ha dichiarato Betts, chiedendo al governo di non aggiungere ulteriori oneri nella prossima legge di bilancio. La FDF propone di incentivare investimenti in automazione e nuove tecnologie, puntare su formazione e competenze e rilanciare le esportazioni per rafforzare il settore.

L'industria del Regno Unito chiede al governo di invertire la rotta

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