Con la pubblicazione del regolamento sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 2 ottobre, le Olive Taggiasche liguri e la Carne Salada del Trentino entrano ufficialmente nel Registro delle Indicazioni Geografiche Protette. Si tratta di un doppio riconoscimento che arricchisce ulteriormente il patrimonio agroalimentare italiano, portando a 330 il numero complessivo di prodotti alimentari a marchio di qualità riconosciuti dall’UE.
Il paniere tricolore comprende oggi 174 Dop, 152 Igp e 4 Stg, cui si affiancano 529 denominazioni vitivinicole, per un totale di 859 registrazioni. Se si includono anche le 36 Indicazioni Geografiche delle bevande spiritose, l’Italia raggiunge quota 895 riconoscimenti complessivi, confermandosi leader a livello europeo per valore e varietà.
Il sistema delle Ig italiane ha un peso economico rilevante: la produzione vale oltre 20 miliardi di euro, di cui circa 11,6 miliardi generati dalle esportazioni. Un modello che unisce tutela delle tradizioni locali e competitività internazionale, garantendo ricadute positive sull’intera filiera, dai produttori agricoli alla distribuzione.
Le Olive Taggiasche Igp rappresentano un’eccellenza simbolo della Liguria. La zona di produzione comprende l’intero territorio regionale e riguarda sia le olive da mensa sia la pasta o paté, ottenuti dalla varietà di olivo Taggiasca. Possono essere commercializzate in diverse tipologie: in salamoia, denocciolate asciutte o in salamoia, denocciolate in olio extravergine, oltre che come pasta o paté di olive.
Questa varietà si distingue per una dolcezza superiore alla media, un amaro leggero e un sapore delicato, caratteristiche che la rendono unica nel panorama oleario italiano. Le Olive Taggiasche sono inoltre legate indissolubilmente al paesaggio ligure: la loro coltivazione contribuisce infatti alla conservazione dei tradizionali muretti a secco, riconosciuti Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco.
«La registrazione ufficiale dell’indicazione geografica Olive Taggiasche Liguri Igp – dichiara Carlo Siffredi, presidente dell’Associazione dei produttori di olive taggiasche liguri – rappresenta un punto di partenza fondamentale per generare valore a beneficio del territorio. Ora occorre dimostrare come produttori, filiere e istituzioni di essere all’altezza di questa sfida, valorizzando il forte legame identitario di queste produzioni e la loro sostenibilità a trecentosessanta gradi». «Le nuove registrazioni testimoniano il ruolo centrale della qualità e del legame con il territorio – ha aggiunto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida –. La nostra priorità è proteggere queste eccellenze e creare nuove opportunità di crescita sui mercati».


















