Per la prima volta al mondo la produzione di carne coltivata sbarca in una fattoria operativa. A Schipluiden, nel Sud dell’Olanda, la startup RespectFarms e l’allevatore di bovini da latte Corné van Leeuwen hanno avviato un progetto che potrebbe segnare un passaggio decisivo nella transizione proteica europea: integrare la coltivazione cellulare direttamente nelle attività di un’azienda agricola, senza sostituirne l’identità.
Il progetto, sostenuto da EIP-Agri (European Innovation Partnership for Agricultural Productivity and Sustainability) e dalla Provincia di Zuid-Holland, introduce nei prossimi giorni i primi moduli produttivi per carne coltivata all’interno dell’azienda di van Leeuwen. Saranno unità di scala agricola, operative sul campo, pensate per misurare consumi, costi, integrazione logistica e impatto reale sul lavoro quotidiano in stalla.
Questa iniziativa segna due primati globali. Il primo è la nascita della prima cultivated meat farm al mondo, un vero impianto di coltivazione cellulare inserito in una fattoria attiva. Il secondo è il fatto che Corné van Leeuwen è il primo agricoltore al mondo a ricevere fondi agricoli europei per produrre carne coltivata, grazie all’inquadramento innovativo garantito da EIP-Agri, piattaforma che collega agricoltori, ricercatori e imprese per accelerare l’innovazione sostenibile.
RespectFarms agisce come system integrator, collegando agritech, biotecnologie e know-how zootecnico per sviluppare un modello “farm-scale” replicabile in altre aziende. L’approccio è opposto a quello dei mega stabilimenti centralizzati: invece di concentrare la produzione in grandi impianti industriali, la startup propone un modello decentralizzato e scalabile, radicato nelle comunità rurali. “Vogliamo mantenere gli allevatori al centro della produzione alimentare”, sottolinea la cofondatrice Ira van Eelen. “È un’opportunità per una transizione proteica equa e trasparente”.
Il cofondatore Florentine Zieglowski evidenzia che questa è la via più rapida per portare la carne coltivata sul mercato, mentre Ralf Becks sintetizza la filosofia dell’azienda: “Riduciamo un problema globale alla scala di una fattoria. Quando funziona, lo portiamo nel mondo”.
Per Corné van Leeuwen, l’innovazione è una scelta di famiglia: dai primi robot di mungitura all’artigianato caseario, fino alla carne coltivata come nuovo possibile modello di business. “Oggi un agricoltore deve guardare avanti. Non provare sarebbe un’occasione persa”, afferma.
La Provincia di Zuid-Holland vede nel progetto un segnale strategico: “Mostra come agritech e biotech rafforzino il nostro ruolo nella transizione proteica e nella leadership tecnologica”, ha dichiarato il ministro regionale Meindert Stolk. Per favorire trasparenza e coinvolgimento, nella primavera 2026 la fattoria aprirà anche un Experience Centre, che accoglierà cittadini, scuole, stakeholder e decisori pubblici per osservare direttamente come funziona la carne coltivata.
La tecnologia si basa sulla crescita di cellule animali in bioreattori, nutriti con una combinazione controllata di nutrienti, ossigeno e temperatura. Un metodo che promette un impatto ambientale inferiore, minore uso di suolo e acqua e nuove opportunità economiche per gli allevatori europei. Se il modello funzionerà, la cultivated meat farm olandese potrebbe diventare il prototipo di una nuova alleanza tra agricoltura e biotecnologie, con gli agricoltori non come spettatori, ma come protagonisti della prossima rivoluzione alimentare.


















