Lo stabilimento Nestlé di Conow passa a Sprehe, salvati 70 posti di lavoro

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Il gruppo avicolo tedesco Sprehe rafforza la propria presenza industriale con l’acquisizione dello stabilimento Nestlé di Conow, nel Land di Meclemburgo-Pomerania Anteriore. L’operazione sarà effettiva da gennaio, come confermato dalla multinazionale svizzera in una nota diffusa il 24 novembre.

L’impianto, per il quale Nestlé aveva dichiarato all’inizio dell’anno di essere in “intensive negotiations” con potenziali acquirenti, include anche il passaggio del personale: circa 70 posti di lavoro saranno infatti preservati grazie alla cessione. Lo stabilimento produceva referenze a marchio Maggi e Garden Gourmet, ma la produzione di alcune linee – tra cui il Garden Gourmet Vuna (alternativa vegetale al tonno), il brodo liquido Maggi e la salsa Maggi Texicana – verrà trasferita in altri siti europei non specificati.

Per Sprehe, azienda specializzata in carni avicole fresche e surgelate e attiva con 12 siti produttivi e 3.500 dipendenti, l’ingresso a Conow rappresenta un ampliamento strategico. “Non vediamo l’ora di realizzare i nostri prodotti insieme alla forza lavoro locale, gestire con successo il sito e crescere insieme”, ha dichiarato Albert Sprehe, managing partner del gruppo.

La cessione si inserisce in un più ampio processo di razionalizzazione della rete industriale tedesca di Nestlé, che oggi conta 17 sedi e oltre dieci stabilimenti produttivi per un totale di più di 6.000 dipendenti. In parallelo alla vendita dell’impianto di Conow, la multinazionale aveva annunciato in marzo anche la chiusura dello stabilimento di Neuss, nel Nord Reno-Vestfalia, prevista entro metà 2026. Il sito impiega circa 145 persone e produce oli, maionesi e senapi a marchio Thomy.

Nestlé ha attribuito entrambe le decisioni al calo dei volumi e alla crescente sovraccapacità, fenomeni accelerati da una maggiore sensibilità al prezzo da parte dei consumatori e dall’aumento dei costi operativi. Le riorganizzazioni fanno seguito anche a un precedente annuncio di tagli alle strutture centrali tedesche: nell’aprile dello scorso anno l’azienda aveva previsto numerose riduzioni di personale nella sede di Francoforte.

Con l’operazione, Sprehe consolida il proprio ruolo nell’industria avicola tedesca, mentre Nestlé prosegue nel processo di ottimizzazione del proprio footprint produttivo in Germania in risposta alle mutate condizioni di mercato.

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