La strategia di disimpegno di Colruyt dal mercato francese entra nella sua fase finale. Dopo le recenti cessioni di una parte significativa della rete a Les Mousquetaires, Carrefour e Coopérative U, il gruppo belga si prepara a chiudere i cinque punti vendita rimasti privi di un acquirente. Si tratta dei negozi di Carling, Faulquemont, Masevaux-Niederbruck, Montchanin e Sens-Kennedy, per i quali – secondo fonti vicine al dossier – i dipendenti sono già stati informati, pur in assenza di una data ufficiale di cessazione delle attività. Le tempistiche potrebbero orientarsi verso febbraio 2026, in attesa della validazione del PSE da parte della DREETS Bourgogne–Franche-Comté.
Questi punti vendita rappresentano la parte più critica del portafoglio Colruyt in Francia: aree di chalandise deboli, esigenze di investimento rilevanti e un livello di concorrenza locale difficile da contrastare. Una combinazione di fattori che ha scoraggiato potenziali acquirenti, in un contesto in cui le operazioni di ripresa richiedono un rapido equilibrio economico e sociale. Destino simile potrebbe toccare anche alle piattaforme logistiche francesi di Dole-Choisey e Rochefort-sur-Nenon, il cui futuro resta incerto.
Il quadro è ben diverso da quello dei punti vendita che hanno trovato un acquirente. Tre negozi del Bas-Rhin (Gries, Herrlisheim e Drusenheim) passeranno a Carrefour, mentre due supermercati situati nelle Vosges e in Haute-Marne (Chalindrey e Saulxures-sur-Moselotte) entreranno nella rete Coopérative U, con probabili conversioni in U Express o Super U. Queste operazioni hanno permesso di salvaguardare parte della rete, ma non hanno potuto riguardare le cinque unità più complesse.
La chiusura dei negozi ancora disponibili conclude un processo iniziato oltre vent’anni fa con il lancio del format “Prix-Qualité” e proseguito con diversi tentativi di riposizionamento. In un mercato dove creare nuove superfici commerciali è sempre più difficile e costoso, Colruyt sceglie così di preservare gli asset trasferibili e di ritirarsi definitivamente dalle zone meno performanti. Dei 105 punti vendita iniziali della filiale francese, solo cinque non hanno trovato un acquirente, segnando la fine della presenza del gruppo in Francia.



















