2026: meno sprechi, più casa, più scelte consapevoli. Così cambiano gli italiani

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Il futuro fa un po’ paura, ma la risposta degli italiani non è il blocco: è l’adattamento. Il Rapporto Coop 2025 – Unwrapping 2026 da pochi giorni pubblicato racconta un Paese che entra nel nuovo anno con preoccupazione, ma anche con una forte voglia di proteggere ciò che conta davvero: famiglia, salute, benessere quotidiano.

Più lo scenario si allontana dalla sfera personale, più cresce l’inquietudine. Guerre, clima, geopolitica spaventano, ma famiglia, salute fisica e mentale restano solide ancore emotive. Il 70% degli italiani guarda con fiducia alla propria sfera privata, anche se il mondo intorno appare instabile.

Nel 2026 le famiglie italiane prevedono una lieve crescita della spesa, ma la sensazione dominante è quella di avere poca libertà di consumo. Aumentano le spese obbligate, mentre si riducono viaggi lontani, grandi acquisti, ristoranti e shopping non essenziale.

È una nuova forma di sobrietà, meno ideologica e più pragmatica. Ritorno ai fornelli e home dining, il cibo torna al centro della vita quotidiana: 7 italiani su 10 preferiranno cucinare piatti che richiedono tempo, cresce la spesa per frutta, verdura, pesce e cereali, cala nettamente il consumo di carne rossa e salumi.

Il cibo del 2026 è descritto come salutare, semplice, autentico. Non serve essere gourmet: conta sentirsi bene.

Mangiare fuori diminuisce, ma non scompare. Quando non si cucina, cresce l’uso di take away e food delivery, soprattutto tra giovani e famiglie a reddito più basso. È una riorganizzazione delle abitudini, non una rinuncia totale.

Se nel passato dominavano successo e realizzazione, oggi gli italiani mettono al primo posto tranquillità, equilibrio e armonia. La generosità arretra, cresce il bisogno di protezione emotiva. Le donne giovani guardano alla carriera, gli uomini cercano equilibrio. Desideri semplici, esperienze memorabili. Nel 2026 pochi grandi sogni, ma tanta voglia di esperienze significative: un viaggio speciale, un’esperienza gastronomica, un concerto, un evento culturale. Non serve cambiare vita, basta renderla più intensa.

Il 2026 non sarà l’anno dell’abbondanza, ma potrebbe essere quello della consapevolezza. Meno sprechi, più casa, più attenzione a ciò che nutre davvero: corpo, relazioni, tempo. Una rivoluzione silenziosa, che parte dal carrello e arriva allo stile di vita.

Così cambiano gli italiani nel 2026

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