Secondo i dati raccolti da AHDB, i dazi anti-dumping introdotti dalla Cina sulla carne suina europea hanno rappresentato uno shock rilevante per l’intero comparto. Le misure provvisorie applicate nel 2025 hanno infatti interrotto flussi commerciali consolidati, sospeso le spedizioni e costretto molti operatori a rinegoziare contratti già firmati. L’impatto si è riflesso immediatamente sui prezzi, sulla gestione della logistica e sulle strategie di posizionamento nei mercati extra-UE.
In particolare, evidenzia AHDB, i prodotti del cosiddetto “quinto quarto” hanno mostrato una vulnerabilità strutturale, data la forte dipendenza dal mercato cinese e la scarsità di sbocchi alternativi. In questo contesto di incertezza, le aziende esportatrici si sono trovate a dover accelerare piani di diversificazione e rivedere le priorità commerciali.
Il 17 dicembre è arrivata la decisione definitiva del MOFCOM, che ha confermato l’esistenza del dumping ma con dazi sensibilmente più bassi rispetto a quelli inizialmente ipotizzati. Le aliquote definitive, ridotte rispetto ai livelli provvisori, hanno restituito un minimo di prevedibilità agli operatori europei. Un passaggio che consente anche il rimborso dei depositi versati in eccesso, migliorando la gestione della liquidità.
Secondo l’analisi AHDB, la riduzione dei dazi permette ora alle imprese di riprendere il dialogo con gli importatori cinesi e di ricalibrare le politiche di prezzo. Tuttavia, il quadro resta complesso e segnato da rischi regolatori elevati. La Cina rimane un mercato strategico, ma sempre più esposto a dinamiche politiche e commerciali difficili da prevedere.
Le reazioni a livello europeo riflettono una cauta apertura. La Commissione europea ha ribadito la volontà di difendere gli esportatori, pur riconoscendo la delicatezza del contesto. Anche le organizzazioni di settore parlano di sollievo, senza nascondere le criticità ancora presenti.
Nel frattempo, l’attenzione di Pechino si è estesa ad altri comparti agroalimentari, come il lattiero caseario, rafforzando la percezione di una pressione regolatoria crescente sull’export europeo. Per AHDB, il caso dei dazi sulla carne suina è emblematico di un cambiamento strutturale. Affidarsi a un singolo mercato non è più sostenibile nel lungo periodo.
Da qui la necessità, sempre più urgente, di investire in diversificazione geografica, monitoraggio normativo e strategie di market access proattive. Mercati emergenti in Asia e nel Sud-Est asiatico offrono opportunità, ma richiedono tempo e adattamento. In uno scenario globale instabile, conclude AHDB, la resilienza commerciale diventa un fattore chiave di competitività.

















