Il Gruppo Raspini chiude il 2025 con un fatturato di 118 milioni di euro, segnando un esercizio di crescita solida sia a valore sia a volume. Il giro d’affari registra infatti un incremento del +7,27% rispetto all’anno precedente, mentre i volumi salgono del +5,97%, raggiungendo quota 13.000 tonnellate. Numeri che confermano il posizionamento dell’azienda sul mercato nazionale e il progressivo consolidamento nella grande distribuzione organizzata, affiancato da una buona dinamica sui mercati esteri.
Il 2025 ha rappresentato anche un anno chiave sul fronte del posizionamento di marca. Raspini si è presentata ai consumatori con una nuova identità di brand, caratterizzata dal restyling del marchio e dal rinnovo delle vaschette di affettati mainstream e della linea premium a Fette Mosse. Il rebranding, tuttora in fase di completamento sulle ultime referenze, mira a rafforzare l’impatto a scaffale e a rendere più chiara e immediata la comunicazione di prodotto. Un approccio che accompagna il consumatore verso scelte più consapevoli, valorizzando qualità, prezzo equilibrato e affidabilità di un marchio storico che nel 2026 celebrerà 80 anni di attività.
La traiettoria positiva è proseguita anche all’inizio del 2026 in occasione di Marca Bologna, appuntamento di riferimento per il mondo della marca del distributore. La presenza in fiera è stata sostenuta da un’agenda intensa di incontri con buyer nazionali e internazionali, affiancata da un forte interesse spontaneo da parte di operatori e clienti già acquisiti. Durante la manifestazione, l’azienda ha presentato una novità di prodotto: il Guanciale Maestoso al pepe a marchio Rosa, disponibile intero, sfuso o confezionato sottovuoto. La referenza amplia l’offerta Raspini puntando su materia prima 100% italiana, lavorazione manuale e stagionatura secondo metodo tradizionale a secco. Il profilo organolettico, caratterizzato da un equilibrio tra dolcezza e aromaticità, risponde a una domanda in crescita anche sui mercati esteri, in particolare in Germania.
Lo stand Raspini ha inoltre ospitato la visita istituzionale del ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida. Un momento di confronto che ha ribadito il ruolo delle imprese agroalimentari come asset strategico del Made in Italy e leva di competitività sui mercati internazionali.



















