Keystone passa a The Great British Drinks Company con pre-pack deal

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L’acquisizione di Keystone Brewing Group da parte di The Great British Drinks Company, holding sostenuta dagli imprenditori di Paramount Retail Group, si configura come un’operazione di ristrutturazione industriale finalizzata a garantire la continuità operativa del gruppo e la salvaguardia di 145 posti di lavoro.

Il deal arriva dopo una fase di forte tensione finanziaria per Keystone, già nota come Breal, che negli ultimi mesi aveva presentato più avvisi di intenzione a nominare amministratori, segnalando un progressivo deterioramento della liquidità e dei rapporti con i creditori commerciali. A fine anno il management aveva ammesso che parte significativa delle pressioni derivava proprio dal trade credit, con la conseguente nomina di FRP Advisory come advisor per guidare un percorso di risanamento che, tuttavia, non è riuscito a stabilizzare la situazione.

Nel frattempo, la reputazione del gruppo nel settore birrario britannico si era indebolita a seguito di licenziamenti, riallocazioni produttive e dell’uscita di figure chiave dalle birrerie acquisite nel corso della strategia di crescita per linee esterne.

Le operazioni di salvataggio di numerosi birrifici indipendenti erano state spesso presentate come interventi di sostegno al comparto craft, ma una parte del mercato aveva criticato l’uso ricorrente della pre-pack administration, giudicata da alcuni addetti ai lavori eccessivamente penalizzante per i precedenti stakeholder. Il CEO Steve Cox, chiamato alla guida del gruppo con un mandato di rilancio industriale, ha sottolineato che le decisioni assunte “non sono state prese alla leggera”, in un contesto segnato da aumento dei costi energetici, inflazione delle materie prime e rallentamento dei consumi.

Secondo le informazioni disponibili, l’operazione dovrebbe essere strutturata proprio tramite pre-pack administration, consentendo il trasferimento rapido degli asset a un nuovo proprietario e la prosecuzione immediata delle attività produttive e commerciali.

The Great British Drinks Company ha dichiarato di voler collocare i birrifici rilevati accanto ai brand di Saltaire Brewery, già sotto il proprio controllo, adottando un modello di sviluppo che esclude la centralizzazione forzata delle produzioni.

Il co-fondatore Sunny Sharma ha parlato di un approccio orientato alla “stewardship”, con l’obiettivo di preservare l’identità dei singoli marchi e il legame con i territori, piuttosto che puntare su una classica strategia di consolidamento. Tra i marchi coinvolti nell’operazione figurano nomi storici del panorama brassicolo britannico come Black Sheep Brewery, fondato nel 1992 da un membro della famiglia Theakston e già passato attraverso una procedura concorsuale nel 2023. L’operazione rappresenta ora un tentativo di stabilizzazione per un gruppo che ambiva a raggiungere 100 milioni di sterline di fatturato annuo entro il 2028, e offre un caso di studio rilevante sulle dinamiche di ristrutturazione e continuità industriale nel settore craft beer britannico.

Keystone passa a The Great British Drinks Company

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