Crisi del cognac, vendite giù di un terzo: incentivi per distruggere i vigneti e riequilibrare il mercato

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I produttori francesi di cognac si preparano a una misura drastica per fronteggiare il crollo della domanda globale: sradicare le vigne per ridurre l’offerta e riequilibrare il mercato. La decisione arriva dopo anni segnati da tensioni commerciali e dazi che hanno colpito duramente uno dei distillati simbolo della Francia.

Il cognac è stato infatti tra i principali “danni collaterali” delle recenti frizioni tra Unione Europea, Stati Uniti e Cina, con il rischio – in parte già concreto – di un aumento delle tariffe doganali. A complicare ulteriormente lo scenario, un’indagine antidumping avviata in Cina ha frenato le vendite di brandy sul mercato asiatico, tradizionalmente strategico per il settore.

Per reagire, l’associazione dei viticoltori di cognac, la UGVC, ha annunciato un piano di incentivi per la distruzione dei vigneti. L’organizzazione verserà ai propri associati 6.000 euro per ettaro di vigneto estirpato, che si aggiungono ai 4.000 euro già messi a disposizione dal ministero francese dell’Agricoltura.

“Dobbiamo riallineare i volumi di produzione con la domanda reale” ha spiegato il presidente dell’UGVC, Anthony Brun. Secondo le stime dell’associazione, le vendite complessive di cognac sono diminuite di oltre un terzo negli ultimi tre anni, scendendo a circa 140 milioni di bottiglie nel 2025. Una contrazione che mette sotto pressione l’intera filiera, dalla viticoltura alla distillazione, fino alla distribuzione internazionale. Per finanziare il piano di compensazioni, l’UGVC ricorrerà a un prestito con un orizzonte di dieci anni, senza indicare al momento quante superfici verranno effettivamente eliminate.

Sul fronte delle prospettive, alcuni spiragli arrivano dai nuovi accordi commerciali siglati dall’Unione Europea con Mercosur e India. Tuttavia, secondo Brun, serviranno anni per costruire una domanda solida e duratura in questi mercati. In particolare l’India viene indicata come un’area ad alto potenziale nel medio-lungo periodo, ma incapace, almeno per ora, di compensare il brusco rallentamento registrato in Cina e negli Stati Uniti. Nel frattempo, il settore del cognac si trova costretto a ridimensionarsi, puntando su una produzione più contenuta per preservare valore, redditività e sostenibilità economica della denominazione.

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