Pechino allenta la pressione tariffaria sui prodotti lattiero-caseari europei e apre uno spiraglio concreto per il rilancio dell’export italiano in Asia. La Cina ha infatti deciso di ridurre i dazi compensativi applicati alle importazioni dall’Unione Europea, portandoli in una forchetta compresa tra il 7,4% e l’11,2%, al termine dell’istruttoria anti-dumping avviata nei confronti di Bruxelles. La misura rappresenta un deciso cambio di passo rispetto al regime precedente, che prevedeva tariffe aggiuntive molto più gravose, con un livello minimo del 28,6% e punte fino al 42,7%. Un quadro che nel 2025 aveva contribuito a frenare le vendite, dopo anni di crescita sostenuta.
Secondo Coldiretti e Filiera Italia, la decisione del governo cinese “risponde alle nostre richieste e rappresenta una svolta importante per sostenere le potenzialità di crescita sul mercato asiatico di un export il cui valore è triplicato negli ultimi cinque anni”. I numeri confermano la traiettoria positiva. Le esportazioni di formaggi italiani verso la Cina hanno raggiunto nel 2024 un valore di 71 milioni di euro, con un incremento del 207% rispetto al 2020, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat. Un risultato che, pur su volumi ancora contenuti, segnala un interesse crescente del mercato cinese per il Made in Italy lattiero-caseario.
Il rallentamento registrato nel 2025, legato all’introduzione dei dazi provvisori, viene ora letto come un passaggio temporaneo. La riduzione delle tariffe potrebbe infatti riattivare rapidamente i flussi commerciali, soprattutto in un contesto in cui la Cina non è autosufficiente dal punto di vista produttivo nel comparto lattiero-caseario. A trainare la domanda è in particolare il segmento dell’alta qualità, con un’attenzione crescente verso i formaggi freschi e le specialità a maggiore valore aggiunto, ambiti nei quali l’Italia può giocare un ruolo da protagonista.
I formaggi rappresentano oggi il secondo prodotto agroalimentare italiano esportato in Cina dopo il vino. Nel complesso, l’export di cibo tricolore verso il mercato cinese ha superato nel 2024 i 600 milioni di euro in valore, delineando uno scenario di medio periodo favorevole per le imprese della filiera. In questo quadro, la revisione dei dazi viene interpretata come un segnale politico ed economico rilevante, destinato a rafforzare le relazioni commerciali tra Europa e Cina e a restituire competitività alle produzioni lattiero-casearie italiane su uno dei mercati più strategici a livello globale.



















