Nel 2026 il sistema di misurazione dell’inflazione compie un passaggio rilevante anche per industria alimentare e GDO, con effetti diretti sulla lettura dei prezzi, delle dinamiche di consumo e delle strategie di filiera. La principale novità riguarda l’adozione della nuova classificazione ECOICOP v2, che recepisce la COICOP 2018 e amplia la struttura dei consumi a 13 divisioni di spesa, con un livello di dettaglio più profondo su categorie e sottocategorie.
Per i produttori food e per i retailer, questo significa una rappresentazione più fine dei comportamenti d’acquisto, in particolare su alimentari confezionati, cura casa e personal care.
Le nuove sottoclassi ECOICOP sono state ulteriormente disaggregate da Istat in 392 segmenti di consumo e oltre 530 aggregati di prodotto, con serie storiche ricostruite dal 1996 per garantire la confrontabilità dei dati. Un altro elemento chiave è il rinnovo dell’anno base, che dal 2026 passa a 2025=100, aggiornando pesi e ponderazioni sulla base dei più recenti modelli di spesa delle famiglie.
Sul fronte delle fonti, il ruolo della Grande Distribuzione Organizzata continua a rafforzarsi. Nel 2026, circa 27 milioni di quotazioni di prezzo provengono ogni mese dagli scanner data della GDO, diventando un pilastro strutturale della stima dell’inflazione. I dati coprono oltre 4.250 punti vendita, appartenenti a 19 grandi gruppi distributivi, e sono riferiti principalmente ai prodotti alimentari confezionati e ai beni per la cura della casa e della persona. Nel complesso, gli scanner data rappresentano il 13,3% del paniere NIC, una quota che riflette il peso crescente delle politiche di prezzo, delle promozioni e delle private label.
Per l’industria alimentare, questo approccio restituisce un quadro più aderente alla realtà dello scaffale, valorizzando volumi, rotazioni e posizionamenti prezzo. Per la GDO, l’utilizzo esteso di dati transazionali rafforza la centralità del punto vendita come osservatorio economico e strumento di lettura dei trend di consumo. In un contesto di inflazione più monitorata e misurata in tempo reale, la qualità del dato diventa così un asset strategico condiviso lungo tutta la filiera food-retail.



















