Costi in aumento e volumi in calo: il 2026 di Mondelez si annuncia in chiaroscuro

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Mondelez International si prepara a un 2026 in tono decisamente più cauto, segnalando uno scenario di consumi ancora sotto pressione dopo una lunga fase di aumenti di prezzo che hanno inciso sulla domanda, in particolare negli Stati Uniti. Il gruppo, casa madre di Cadbury e tra i principali player globali nel cioccolato e negli snack, ha indicato una crescita organica dei ricavi netti compresa tra lo 0% e il 2%, al di sotto delle attese del mercato, che scommettevano su un +3,8%.

La reazione degli investitori non si è fatta attendere: il titolo della società con sede a Chicago ha perso circa il 4% nelle contrattazioni after-hours di martedì, riflettendo le preoccupazioni su volumi e marginalità. Alla base delle difficoltà c’è un consumatore sempre più sensibile al prezzo, frenato dal costo della vita elevato e da un contesto macroeconomico incerto. Secondo il management, negli Stati Uniti cresce lo spostamento verso canali più economici, mentre le famiglie a reddito più alto riducono il consumo di snack tradizionali privilegiando alternative percepite come più salutari, in particolare prodotti ad alto contenuto proteico.

Il tema chiave resta il cacao. Dopo un balzo dei prezzi del 160% nel 2024, le quotazioni si sono raffreddate grazie a un surplus globale, ma Mondelez ha già coperto gran parte dei fabbisogni per il 2026 a livelli superiori a quelli attuali, limitando nel breve periodo la possibilità di ridurre i listini. Anche l’Europa viene descritta come un mercato fragile, sebbene l’azienda preveda una stabilizzazione dei volumi di cioccolato dopo l’ondata di rincari dello scorso anno. Sul fronte dei conti, il quarto trimestre mostra segnali contrastanti: i volumi sono scesi di 4,8 punti percentuali, mentre i prezzi sono aumentati di 9 punti, spingendo i ricavi a +9,3% a 10,5 miliardi di dollari, sopra le attese. L’utile rettificato, pari a 72 centesimi per azione, ha superato le stime di due centesimi.

Secondo Michael Gunther di ConsumerEdge, il progressivo calo dei volumi riflette sia la pressione sui consumatori sia la necessità di compensare l’inflazione delle materie prime, in primis il cacao. Guardando avanti, Mondelez sta lavorando su aggiustamenti selettivi dei prezzi in alcuni mercati, con l’obiettivo di sostenere la domanda e recuperare parte dei volumi persi. Il confronto competitivo resta acceso: la rivale PepsiCo ha annunciato riduzioni di prezzo fino al 15% su marchi chiave come Lay’s e Doritos, segnale di un settore che entra in una fase più difensiva, dove l’equilibrio tra prezzo, volume e valore percepito sarà decisivo per la crescita nel 2026.

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