Il food sostiene il retail britannico: +3,8% a gennaio, l’online rallenta

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Il retail britannico apre il 2026 con un segnale di tenuta e un ritmo di crescita leggermente superiore alle attese, sostenuto dal ritorno dei consumatori nei negozi fisici e dall’effetto ritardato dei saldi di gennaio. Secondo i dati diffusi dal British Retail Consortium, le vendite al dettaglio complessive nel Regno Unito sono cresciute del 2,7% su base annua a gennaio, superando sia il +2,6% registrato nello stesso mese del 2025 sia la media degli ultimi dodici mesi (+2,3%).

A trainare il dato complessivo è stato ancora una volta il comparto Food, che ha messo a segno un incremento del 3,8% anno su anno, in accelerazione rispetto a gennaio 2025 (+2,8%) e perfettamente in linea con la media annuale. Un risultato che conferma il ruolo difensivo dell’alimentare in un contesto di consumi prudenti, ma anche la capacità del settore di intercettare nuovi trend, in particolare legati a salute e benessere.

Più moderata, ma comunque significativa, la dinamica del Non-Food, che ha registrato una crescita dell’1,7%, superiore alla media degli ultimi dodici mesi (+1,1%), pur restando sotto il ritmo dello scorso gennaio (+2,5%). All’interno del comparto emerge un dato rilevante per le strategie omnicanale: le vendite Non-Food in-store sono aumentate del 2,0%, segnando la migliore performance degli ultimi sei mesi, mentre l’online Non-Food si è fermato a un +1,3%, sotto la media annuale. La quota di penetrazione dell’online nel Non-Food è salita al 37,2%, in aumento rispetto al 35,7% di un anno fa, ma leggermente inferiore alla media dei dodici mesi (37,4%), a conferma di un parziale riequilibrio a favore del canale fisico.

Secondo Helen Dickinson, CEO del British Retail Consortium, “un dicembre opaco ha lasciato spazio a un gennaio più brillante, con molti consumatori che hanno rinviato gli acquisti natalizi per approfittare dei saldi. La crescita più forte si è vista proprio nei negozi fisici, segno che la caccia all’affare non è stata solo digitale”.

Un’analisi condivisa anche da Linda Ellett, UK Head of Consumer, Retail & Leisure di KPMG, che sottolinea come l’inizio d’anno abbia premiato categorie come elettronica di consumo, arredamento e abbigliamento per bambini, oltre ai prodotti legati a obiettivi di salute e cura della persona. “Le promozioni hanno funzionato – osserva – ma i retailer sanno bene quanto sia complesso mantenere una crescita costante dei volumi con consumatori sempre più attenti e selettivi”.

Sul fronte Food & Drink, Sarah Bradbury, CEO di IGD, evidenzia un clima di fiducia ancora fragile, condizionato dal timore di nuovi rialzi dei prezzi. Le numerose innovazioni di prodotto lanciate a gennaio, soprattutto nell’area health-oriented, hanno stimolato la prova di nuove referenze, ma le prospettive per il 2026 indicano un’inflazione alimentare persistente, destinata a mantenere elevato il livello di attenzione dei consumatori sulle proprie scelte di spesa.

Nel complesso, i dati di gennaio restituiscono l’immagine di un retail britannico resiliente, capace di reagire con leva promozionale e assortimenti mirati, ma ancora inserito in un contesto di domanda cauta, dove la crescita resta più di valore che di volumi.

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