Carrefour, primo retailer alimentare in Europa per dimensioni, ha annunciato l’avvio di negoziazioni esclusive per la cessione dell’intera controllata rumena a Paval Holding in un’operazione dal valore stimato di 823 milioni di euro, che si inserisce nel più ampio processo di revisione strategica avviato dal gruppo francese all’inizio del 2025 e che punta a una rifocalizzazione sui mercati considerati core.
La filiale rumena, presente nel Paese dal 2001 e stabilmente collocata nella top 10 nazionale per fatturato, gestisce una rete articolata di 478 punti vendita – 55 ipermercati, 191 supermercati, 202 negozi di prossimità e 30 discount – e nel 2024 ha generato ricavi per circa 3,2 miliardi di euro, pari a circa il 3,5% del giro d’affari globale del gruppo.
L’operazione, che dovrà ottenere le necessarie autorizzazioni regolatorie incluso il via libera del Consiglio della Concorrenza, dovrebbe essere finalizzata nel secondo semestre del 2026, segnando un passaggio strutturale nel panorama della grande distribuzione rumena.
L’acquirente è Paval Holding, veicolo di investimento della famiglia Pavăl e azionista di controllo di Dedeman, leader nel bricolage con 63 store, che attraverso questa acquisizione entra per la prima volta nel retail alimentare su larga scala, ampliando in modo significativo il proprio perimetro operativo.
Per il gruppo rumeno, che negli ultimi anni si è espanso anche all’estero con investimenti in Grecia e nella Repubblica di Moldova e che controlla complessivamente società con un fatturato cumulato superiore a 25 miliardi di lei, l’operazione rappresenta un passo strategico verso il rafforzamento del capitale nazionale in un settore ad alta intensità competitiva.
Dragoș Pavăl ha sottolineato come il modello di business di Carrefour, fondato sull’ampiezza dell’offerta e sulla valorizzazione dei produttori locali, abbia rappresentato negli anni un punto di riferimento anche nello sviluppo di Dedeman, evidenziando la volontà di proseguire nel solco di partnership territoriali e di una proposta moderna e integrata.
Dal lato francese, il CEO Alexandre Bompard ha ribadito che la cessione della Romania conferma i progressi della revisione del portafoglio avviata nel 2025 e segue operazioni rilevanti come il riacquisto delle minoranze in Brasile e la vendita delle attività in Italia, in un percorso di trasformazione che concentra risorse e investimenti su Francia, Brasile e Spagna, i tre mercati principali per volumi di vendita.
Il gruppo, che realizza circa la metà dei suoi 94 miliardi di euro di ricavi globali in Francia, sta affrontando una fase di pressione competitiva nei mercati europei, con perdita di quote nonostante politiche di prezzo aggressive e programmi di riduzione dei costi, elemento che ha alimentato negli ultimi mesi le speculazioni su possibili dismissioni nei Paesi non core come Belgio, Polonia e Romania.
In Romania, le vendite hanno mostrato segnali di rallentamento, con una stagnazione nel terzo trimestre su base annua e una crescita limitata all’1,9% nei primi nove mesi, mentre il retailer ha avviato una razionalizzazione della rete che ha incluso la chiusura di alcune location, tra cui l’ipermercato di Sun Plaza a Bucarest.
La dismissione della filiale rumena, dopo le uscite da Cina e Taiwan negli anni precedenti e la cessione delle attività italiane e polacche, consolida dunque un disegno di semplificazione geografica e di riallocazione del capitale che sarà ulteriormente dettagliato nel nuovo piano strategico al 2029, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare redditività, generazione di cassa e coerenza del portafoglio internazionale.



















