Nuovo benchmark salariale nella GDO britannica: Aldi investe 42 milioni e supera tutti i concorrenti

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E’ una sfida tutta giocata sul terreno del lavoro e della retribuzione quella lanciata da Aldi UK, che dal 1° aprile 2026 introdurrà nuove tariffe orarie destinate a fissare un nuovo punto di riferimento nel panorama della grande distribuzione britannica, consolidando la propria posizione di supermercato con le paghe più alte nel Regno Unito. Il discount tedesco, ormai tra gli operatori più dinamici del grocery d’Oltremanica, ha annunciato che gli Store Assistant percepiranno 13,50 sterline l’ora a livello nazionale e 14,88 sterline all’interno dell’area della M25, superando così le retribuzioni riconosciute dai principali concorrenti del settore.

Le nuove tariffe non rappresentano un traguardo isolato ma l’inizio di un percorso di valorizzazione che premia anche la fedeltà aziendale: con l’anzianità di servizio, infatti, la paga salirà rispettivamente a 14,47 sterline nel resto del Paese e a 15,20 sterline a Londra. L’intervento coinvolgerà oltre 28.000 collaboratori retribuiti su base oraria e costituisce il secondo aumento salariale riconosciuto nel 2026, dopo l’adeguamento di gennaio che aveva già introdotto miglioramenti economici e l’estensione del congedo di maternità a 26 settimane retribuite al 100%.

Nel complesso, le misure deliberate rappresentano un investimento pari a 42 milioni di sterline nell’anno in corso, cifra che testimonia la volontà dell’insegna di rafforzare la propria leadership salariale in un contesto competitivo segnato da pressioni sui costi e tensioni sul mercato del lavoro. Secondo quanto comunicato dall’azienda, le nuove soglie superano quelle offerte dagli altri grandi supermercati britannici, consolidando una strategia che punta a combinare efficienza operativa e attrattività occupazionale.

A distinguere ulteriormente Aldi è anche una scelta che incide in modo significativo sul reddito complessivo dei dipendenti: l’azienda è infatti l’unica tra le principali catene a garantire pause retribuite a tutti i collaboratori, un beneficio stimato in circa 1.500 sterline l’anno per ciascun addetto medio di negozio. Una misura che, al di là del valore economico, contribuisce a rafforzare il posizionamento del gruppo come datore di lavoro attento alle condizioni di lavoro e al benessere delle proprie squadre.

“I nostri collaboratori lavorano con straordinario impegno per offrire valore ai clienti e meritano di essere ricompensati con le migliori condizioni del settore” ha dichiarato Giles Hurley, amministratore delegato di Aldi UK e Irlanda, sottolineando come ogni membro del team sia determinante per il successo dell’insegna. Con oltre 45.000 dipendenti nel Regno Unito, Aldi prosegue parallelamente il proprio piano di espansione, che prevede l’apertura di 40 nuovi punti vendita nel 2026 nell’ambito di un programma di investimenti da 370 milioni di sterline. A questi si aggiungono ulteriori 300 milioni destinati all’ammodernamento e all’ampliamento della rete esistente, in una strategia che combina crescita organica, miglioramento dell’esperienza di acquisto e rafforzamento della competitività sul prezzo.

In un mercato caratterizzato da inflazione alimentare e crescente sensibilità dei consumatori al valore, la leva salariale diventa così parte integrante della strategia industriale, con l’obiettivo di attrarre e trattenere personale qualificato e sostenere standard operativi elevati. La mossa di Aldi conferma come la competizione tra retailer non si giochi soltanto sugli scaffali, ma anche nella capacità di costruire modelli occupazionali sostenibili e riconoscere concretamente il contributo delle proprie persone, trasformando la politica retributiva in un elemento distintivo del brand.

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