GDO italiana in espansione ma cambia la fedeltà dei consumatori secondo NIQ

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La distribuzione moderna italiana conferma una dinamica positiva, ma in un contesto sempre più complesso e competitivo in cui la capacità di leggere i dati e anticipare i comportamenti dei consumatori diventa decisiva per la crescita. È quanto emerso dal NIQ Insight Summit Italy 2026, l’appuntamento organizzato a Milano da NielsenIQ che ha riunito oltre 500 professionisti del settore per analizzare l’evoluzione dei mercati e delle strategie di industria e retail.

Secondo i dati presentati nel corso dell’evento, nel 2025 la spesa complessiva dei consumatori italiani ha raggiunto i 191 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto all’anno precedente. Il Largo Consumo ha registrato un incremento a valore del 3%, arrivando a 133 miliardi di euro, mentre il comparto Tech & Durables ha mostrato un leggero rallentamento, con un calo dell’1% a 58 miliardi di euro.

Nel commentare lo scenario, Enzo Frasio, amministratore delegato di NielsenIQ Italia, ha sottolineato come la capacità di interpretare il cambiamento sia oggi il vero fattore competitivo. “In uno scenario caratterizzato da instabilità geopolitica, pressioni inflazionistiche e trasformazioni nei bisogni dei consumatori, il vantaggio competitivo nasce dalla capacità di ampliare lo sguardo e integrare dati convenzionali e non convenzionali per intercettare i segnali che anticipano il cambiamento”, ha spiegato.

Secondo Frasio, la disponibilità di basi informative sempre più ampie rappresenta una leva strategica per imprese e retailer. “NIQ analizza circa 700 miliardi di euro di spesa, pari a quasi un terzo del PIL nazionale. Questo patrimonio informativo consente ai partner di trasformare insight connessi in decisioni più rapide e orientate alla crescita”, ha aggiunto.

Dal punto di vista dei comportamenti di acquisto, il consumatore italiano si dimostra sempre più attento a convenienza, semplicità e disponibilità di prodotto. La fedeltà alle insegne non è più un dato acquisito ma va conquistata quotidianamente attraverso valore percepito ed esperienza di acquisto. Ne deriva una spesa sempre più frammentata tra canali e retailer, con una crescita della frequenza di acquisto del 9%, in particolare tra le famiglie più giovani.

L’analisi dei format distributivi evidenzia performance differenziate. Nel 2025 hanno registrato le crescite più significative discount (+4%), superstore (+3,4%) e drug specialist (+3,4%), mentre al di fuori del largo consumo si distinguono i negozi di telefonia (+5,3%) e i pet specialist (+2,4%), segmento sempre più rilevante in un contesto omnicanale.

Continua inoltre l’espansione dell’e-commerce, che nel largo consumo ha segnato un aumento del 9,1% a valore, raggiungendo 2,8 miliardi di euro, mentre nel comparto Tech & Durables la crescita è stata del 6%, per un totale di 5 miliardi di euro. Gli italiani spendono mediamente online 374 euro l’anno per il largo consumo e oltre 1.000 euro per i beni durevoli, con un ruolo crescente dei marketplace.

Tra le dinamiche strutturali del mercato si conferma anche il rafforzamento della marca del distributore, che nel 2025 ha registrato una crescita del 3,4% nel largo consumo, consolidando la propria attrattività in un contesto di ricerca di convenienza e qualità percepita.

Nel corso del summit è stato inoltre evidenziato come i modelli tradizionali di analisi dei mercati non siano più sufficienti per interpretare la complessità attuale. Per questo NielsenIQ ha presentato nuovi approcci basati su metriche integrate, come il Brand Traction Score, che combina domanda e presenza distributiva per valutare il reale potenziale di crescita delle marche.

Secondo gli esperti dell’istituto, l’integrazione tra dati avanzati, analisi comportamentali e intelligenza artificiale rappresenta la chiave per guidare decisioni più efficaci su assortimenti, strategie di prezzo, distribuzione e comunicazione. In un mercato in cui l’offerta continua ad ampliarsi ma il valore tende a concentrarsi su un numero limitato di prodotti, la sfida per brand e retailer non è più solo essere presenti, ma diventare rilevanti nel momento della scelta del consumatore.

Il messaggio emerso dal NIQ Insight Summit è chiaro: per competere nel retail contemporaneo non basta più osservare le medie di mercato, ma occorre sviluppare una lettura più ampia e interconnessa dei dati, capace di anticipare i trend e tradurre gli insight in strategie concrete lungo tutta la filiera.

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