Asahi Group Holdings ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con risultati in leggero arretramento, appesantiti dall’impatto di un cyberattacco che a settembre ha colpito i sistemi informatici dell’azienda in Giappone, causando disagi temporanei alla produzione e alla distribuzione.
Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre, il gruppo giapponese della birra ha registrato ricavi pari a 2.150 miliardi di yen (circa 13 miliardi di euro), in calo dello 0,6% su base annua. A cambi costanti, tuttavia, il fatturato mostra una crescita dello 0,6%, segno di una domanda complessivamente resiliente nei principali mercati internazionali.
Il risultato operativo core ha invece segnato una flessione più marcata, scendendo del 5,5% a cambi correnti e del 4,6% a cambi costanti, mentre l’utile operativo complessivo si è attestato a 158,7 miliardi di yen, in calo del 18%. Ancora più netto il calo dell’utile netto, sceso del 26% a 103,96 miliardi di yen.
Nonostante il contesto complesso, i marchi globali del gruppo continuano a registrare performance positive. Le vendite di Asahi Super Dry sono cresciute del 13% sui mercati internazionali, mentre Peroni Nastro Azzurro ha registrato un incremento del 5%, entrambi al di fuori dei rispettivi mercati domestici.
“In Europa e nell’area Asia-Pacifico stiamo compiendo progressi costanti nelle iniziative per sostenere la crescita, tra cui l’aumento dei prezzi unitari di vendita e le riforme della struttura dei ricavi”, ha dichiarato Atsushi Katsuki, presidente e CEO di Asahi Group Holdings. “In Giappone e nell’Asia orientale, sebbene l’impatto dell’interruzione dei sistemi sia inevitabile nel breve termine, restiamo fiduciosi nella solidità della nostra base di business, supportata da un portafoglio di marchi robusto”.
Nel dettaglio geografico, la divisione Japan & East Asia ha registrato una crescita dei ricavi dell’1,3% a 1.030 miliardi di yen grazie soprattutto alle revisioni dei prezzi, mentre il risultato operativo core è sceso del 3,1% proprio a causa delle conseguenze dell’incidente informatico.
In Europa, invece, i ricavi sono diminuiti del 3% a 582,6 miliardi di yen nei primi nove mesi dell’anno, penalizzati da condizioni meteorologiche considerate sfavorevoli alla stagione dei consumi. Nonostante ciò, l’efficienza sui costi ha consentito alla divisione europea di incrementare il risultato operativo core dell’1%.
La regione Asia-Pacifico ha registrato una crescita del fatturato del 3,1%, sostenuta soprattutto dalla domanda di bevande analcoliche, mentre il risultato operativo core ha mostrato una lieve flessione dello 0,9%.
Il cyberattacco di settembre ha rappresentato uno degli eventi più critici per il gruppo nel corso dell’anno. Il malfunzionamento dei sistemi informatici ha colpito le attività in Giappone, costringendo alcune fabbriche a interrompere temporaneamente la produzione, prima della ripresa delle operazioni circa una settimana dopo. Le attività in Europa e Asia-Pacifico non sono state coinvolte dall’incidente. Il gruppo ha inoltre confermato che oltre 110.000 record contenenti dati personali sono stati diffusi online a seguito dell’attacco ransomware.
Nonostante le difficoltà, Asahi ha confermato le previsioni per l’intero esercizio 2025 e punta a rafforzare ulteriormente il proprio portafoglio globale attraverso partnership internazionali e iniziative di valorizzazione dei marchi. In questo contesto, la crescita a doppia cifra di Asahi Super Dry è stata sostenuta anche dalle collaborazioni globali con la Rugby World Cup e il City Football Group.


















