Nel 2026 il retail statunitense si conferma in crescita, con vendite attese in aumento del 4,4% rispetto al 2025 fino a raggiungere i 5.600 miliardi di dollari, secondo le stime della National Retail Federation (NRF) elaborate in collaborazione con Oxford Economics. L’annuncio è stato diffuso in occasione della sesta edizione dello State of Retail & the Consumer, l’evento annuale che analizza l’andamento dei consumi e del settore distributivo negli Stati Uniti, evidenziando un quadro complessivamente solido nonostante le incertezze del contesto globale.
La previsione per il 2026 si colloca al di sopra della media di crescita annua del 3,6% registrata nell’ultimo decennio, al netto del periodo pandemico, confermando un trend di espansione sostenuto. Secondo Matthew Shay, presidente e CEO della NRF, la spesa dei consumatori ha rappresentato nel 2025 un motore stabile e affidabile della crescita economica, anche in presenza di condizioni macroeconomiche altalenanti, e continuerà a svolgere questo ruolo anche nel corso del 2026.
Permangono tuttavia elementi di attenzione legati allo scenario internazionale. Le tensioni in Medio Oriente e le conseguenze sui mercati globali contribuiscono ad accrescere l’incertezza, mentre le politiche commerciali restano un fattore da monitorare con attenzione. Nonostante ciò, l’NRF mantiene una visione positiva, ritenendo che i fondamentali dell’economia statunitense siano sufficientemente robusti per sostenere la domanda interna.
Un aspetto centrale riguarda la polarizzazione dei consumi, con le famiglie a reddito più elevato destinate a trainare la crescita della spesa in numerose categorie retail, mentre i nuclei a reddito più basso continuano a confrontarsi con maggiori pressioni sul potere d’acquisto. Nel primo semestre, un contributo alla dinamica dei consumi potrebbe arrivare dai rimborsi fiscali più elevati legati alle misure introdotte con il Working Families Tax Cut Act, con effetti positivi sulla capacità di spesa delle famiglie.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione è attesa rimanere elevata fino alla metà dell’anno per poi mostrare un graduale rallentamento nel terzo trimestre, offrendo un parziale sollievo ai consumatori. Il mercato del lavoro dovrebbe registrare un lieve raffreddamento, con una crescita occupazionale più contenuta, pur mantenendo un tasso di disoccupazione inferiore al 4,5%, segnale di una tenuta complessiva del sistema.
Un elemento evidenziato dall’NRF è il persistente disallineamento tra fiducia dei consumatori e livelli effettivi di spesa, con i consumi che continuano a rimanere sostenuti nonostante un sentiment ancora debole. A supportare questa dinamica contribuiscono fattori strutturali come la crescita dei redditi, la solidità dei bilanci familiari e la stabilità del mercato del lavoro.
Le stime sono espresse in termini nominali, ma una quota significativa della crescita prevista riflette un incremento reale dei volumi, grazie a un’inflazione dei beni destinata a rimanere su livelli più contenuti rispetto agli ultimi anni. Nel complesso, il quadro delineato conferma il ruolo strategico del retail nell’economia statunitense, un comparto che contribuisce per oltre 5.300 miliardi di dollari al PIL e sostiene circa 55 milioni di occupati, pari a più di un quarto dell’occupazione privata.

















