Carrefour in Medio Oriente: Majid Al Futtaim tra solidità finanziaria e rischi geopolitici

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Nel pieno di uno scenario geopolitico complesso segnato dall’escalation tra Iran e Paesi del Golfo, Majid Al Futtaim (MAF), principale franchisee internazionale di Carrefour, evidenzia un quadro a doppia velocità, con una pressione sul business retail ma fondamentali finanziari ai massimi storici. Il gruppo con sede a Dubai ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 6% a 35,9 miliardi di dirham (circa 8,5 miliardi di euro), accompagnati da un incremento dell’EBITDA del 10% a 5,1 miliardi di dirham, superando per la prima volta la soglia dei 5 miliardi.

Ancora più marcata la crescita della redditività, con un utile netto in aumento del 41% a 3,6 miliardi di dirham, che si attesta a 2,3 miliardi (+48%) escludendo gli effetti delle rivalutazioni, a conferma della qualità operativa del portafoglio. Sul fronte finanziario, il gruppo ha generato 3,5 miliardi di dirham di free cash flow, riducendo il debito netto del 15% a 11,9 miliardi e migliorando il rapporto debito/patrimonio al 32%, il livello più basso dell’ultimo decennio.

Nonostante questa solidità, la divisione retail – cuore dell’attività sviluppata prevalentemente sotto insegna Carrefour – registra una flessione dell’1% dei ricavi a circa 5,2 miliardi di euro, dato che torna positivo (+1%) a cambi costanti ma riflette le difficoltà operative nei mercati più esposti alle tensioni regionali. Al contrario, il canale digitale continua a crescere con decisione: l’e-commerce segna un +20%, trainato dal quick commerce (+38%) e dal retail media (+47%), evidenziando l’accelerazione della strategia omnicanale.

La rete commerciale conta oggi 494 punti vendita in 14 Paesi tra Medio Oriente, Africa e Asia centrale, con un piano di sviluppo che prevede 100 nuove aperture nel 2026, sostenuto dal rinnovo dell’accordo di franchising con Carrefour fino al 2031, esteso a 20 Paesi. Parallelamente, il gruppo sta diversificando il proprio portafoglio retail con il lancio del brand HyperMax in Oman, Bahrein e Kuwait e del format discount Sava negli Emirati Arabi Uniti, rispondendo sia alle dinamiche competitive sia alle sensibilità politiche locali. L’esposizione geografica nei Paesi del Golfo resta tuttavia un fattore critico: le tensioni legate al conflitto con l’Iran incidono sulle catene di approvvigionamento, sui costi operativi e sul clima dei consumi.

Accanto al retail, gli altri business mostrano dinamiche positive: i centri commerciali e hotel crescono del 6% a 4,8 miliardi di dirham, con tassi di occupazione oltre il 98% e footfall in aumento, mentre il real estate registra un +33% a 5,8 miliardi grazie alla forte domanda residenziale. In crescita anche il segmento entertainment (+9%) e quello lifestyle (+14%), sostenuto dall’espansione di partnership con brand internazionali e dal rafforzamento dell’offerta omnicanale.

Il mercato domestico degli Emirati Arabi Uniti si conferma il principale motore, con ricavi in aumento dell’11% oltre i 22 miliardi di dirham, beneficiando della crescita economica e demografica del Paese. Sul fronte dell’engagement, il programma loyalty SHARE supera i 10 milioni di utenti, rafforzato dal lancio di nuove carte di credito co-branded, mentre prosegue l’integrazione di servizi finanziari e retail. La solidità del gruppo è confermata anche dal mercato dei capitali, con emissioni obbligazionarie per 1 miliardo di dollari e rating “BBB” confermato da S&P e Fitch con outlook stabile.

In questo contesto, il sostegno di Carrefour resta centrale: il CEO Alexandre Bompard ha ribadito la vicinanza ai partner della regione, sottolineando la continuità operativa dei punti vendita e l’impegno a supportare le attività locali. Majid Al Futtaim si presenta dunque come un operatore resiliente, capace di combinare crescita, generazione di cassa e solidità patrimoniale, ma chiamato a navigare in un contesto geopolitico che continua a rappresentare la principale variabile di rischio per il breve periodo.

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