Export agroalimentare extra Ue in ripresa a febbraio, ma corrono le importazioni

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A febbraio 2026 il commercio estero italiano con i Paesi extra Ue torna a crescere, offrendo segnali positivi anche per la filiera agroalimentare, in particolare sul fronte dei beni di consumo non durevoli, categoria che include una parte rilevante delle esportazioni food. Su base mensile, infatti, l’export complessivo aumenta del 4,9%, mentre le importazioni crescono ancora più rapidamente (+8,5%), a indicare una domanda internazionale e interna in progressivo rafforzamento.

Nel dettaglio, la dinamica dell’export è sostenuta soprattutto dai beni strumentali, ma anche i beni di consumo non durevoli registrano un incremento (+1,2%), confermando la tenuta della domanda per prodotti alimentari e bevande sui mercati extra europei, nonostante un contesto internazionale ancora incerto.

Più marcata la crescita delle importazioni proprio in questa categoria (+14,6%), segnale di una ripresa degli approvvigionamenti dall’estero, che riguarda anche materie prime e prodotti alimentari destinati alla trasformazione industriale. Un dato che riflette le esigenze della filiera food italiana, fortemente integrata con mercati globali per ingredienti e semilavorati.

Su base trimestrale, tra dicembre 2025 e febbraio 2026, l’export cresce dell’1,8%, sostenuto in particolare dai beni intermedi, mentre l’import registra una lieve flessione (-0,6%), legata soprattutto al calo degli acquisti di beni di consumo non durevoli nel periodo precedente.

Guardando ai dati tendenziali, febbraio segna un ritorno alla crescita per le esportazioni (+2,5%), dopo il calo di gennaio. Tuttavia, la spinta maggiore arriva ancora dai beni intermedi e dalla meccanica, mentre il contributo del comparto food appare più moderato, segno di una crescita meno dinamica rispetto ad altri settori industriali.

Sul fronte delle importazioni, la lieve flessione annua (-0,4%) è interamente dovuta al crollo degli acquisti di energia. Al netto di questa componente, infatti, l’import cresce del 10,5%, trainato anche dai beni di consumo non durevoli (+22,4%), dato che evidenzia un aumento significativo dei flussi agroalimentari in entrata.

Il saldo commerciale resta ampiamente positivo, con un avanzo di 5,5 miliardi di euro a febbraio, in aumento rispetto all’anno precedente. Tuttavia, si riduce il surplus dei prodotti non energetici, segnale di una pressione crescente sulle filiere industriali, inclusa quella alimentare, dovuta all’incremento delle importazioni.

Dal punto di vista geografico, le esportazioni crescono in modo significativo verso mercati chiave anche per il food italiano, come Stati Uniti e Svizzera, mentre si registrano flessioni verso Regno Unito e alcune aree emergenti. Sul fronte opposto, aumentano gli acquisti da grandi fornitori globali come Stati Uniti e Cina, rafforzando la dipendenza da mercati esteri per alcune categorie merceologiche.

Nel complesso, il quadro evidenzia una fase di ripresa degli scambi che coinvolge anche l’industria alimentare, con segnali contrastanti: da un lato la tenuta dell’export, dall’altro una crescita più sostenuta delle importazioni, che riflette sia la vitalità della domanda sia la necessità di approvvigionamenti internazionali lungo la filiera.

Nei primi due mesi del 2026 l’avanzo commerciale con i Paesi extra Ue sale a 7,8 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando il contributo positivo dell’export italiano, inclusa la componente agroalimentare, alla bilancia commerciale complessiva.

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