Il Regno Unito rafforza la propria presenza nel biologico asiatico aprendo un nuovo canale commerciale con il Giappone, grazie al riconoscimento reciproco degli standard per il bestiame bio. L’intesa, annunciata dal Department for Environment, Food & Rural Affairs, è entrata in vigore il 1° aprile e consente di ridurre burocrazia e costi per gli operatori.
Il punto chiave dell’accordo è l’equivalenza tra i sistemi di certificazione: le aziende britanniche potranno utilizzare un’unica certificazione nazionale per esportare prodotti biologici di origine animale in entrambi i mercati. Una semplificazione che elimina una delle principali barriere non tariffarie e apre nuove prospettive di crescita per l’export. Secondo il governo, la misura rientra tra le priorità strategiche per migliorare l’accesso ai mercati internazionali e potrebbe generare milioni di sterline di scambi aggiuntivi ogni anno. Il Giappone, secondo mercato biologico asiatico dopo la Cina, vale circa 1,4 miliardi di sterline ed è in forte espansione grazie anche alle politiche pubbliche di promozione del consumo interno.
La domanda locale si concentra soprattutto su prodotti premium: carne bovina, suina e avicola, latticini e trasformati come bacon, salsicce, burro e formaggi. L’accordo copre infatti un ampio perimetro, includendo anche yogurt, latte in polvere, uova trasformate e prodotti alimentari con ingredienti di origine animale, oltre al pet food. La ministra per la Sicurezza alimentare, Angela Eagle, ha evidenziato come l’intesa consenta ai produttori britannici di intercettare una domanda crescente di qualità: dal formaggio gallese alla carne bovina biologica, il comparto punta a consolidare il proprio posizionamento nei segmenti ad alto valore.
Tra le imprese pronte a cogliere le opportunità c’è la cooperativa lattiero-casearia gallese Calon Wen, che guarda al Giappone come nuovo mercato di sbocco dopo aver sviluppato l’export in altri Paesi asiatici. L’azienda sottolinea come il riconoscimento degli standard renda finalmente accessibili gare e forniture prima precluse.
Il mercato bio britannico continua intanto a crescere: nel 2025 ha raggiunto un valore retail di 3,9 miliardi di sterline, in aumento del 4,2%, confermando un trend positivo in atto da oltre un decennio. L’accordo con Tokyo amplia inoltre una collaborazione già esistente: i due Paesi scambiano prodotti biologici come tè, succhi, cereali e salse, mentre dal Giappone arrivano referenze come salsa di soia, noodles e tè verde. L’intesa estende ora per la prima volta il riconoscimento anche ai prodotti zootecnici. Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia di sostegno al settore agricolo britannico, che comprende anche strumenti come le quote tariffarie sulla carne bovina – potenzialmente fino a 70 milioni di sterline l’anno – e l’apertura di nuovi mercati per la genetica animale in Asia, Africa e America Latina.



















