A poco più di un mese dall’apertura, TUTTOFOOD 2026 si conferma tra gli appuntamenti più internazionali del calendario fieristico food & beverage. La manifestazione, in programma a Rho Fiera Milano dall’11 al 14 maggio, punta a superare le 100mila presenze professionali, con una quota estera attesa intorno al 30%. Il dato più rilevante riguarda però la crescita del buyer incoming: oltre 4.000 operatori internazionali già confermati, un numero triplicato nell’arco di sole due edizioni. Un segnale chiaro del posizionamento sempre più globale della fiera, rafforzato dal lavoro di Fiere di Parma e dal supporto di ICE-Agenzia.
Particolarmente significativa la presenza di delegazioni asiatiche, con Giappone e Corea del Sud in prima linea. Due mercati strategici per l’export agroalimentare italiano, soprattutto nei segmenti premium dei prodotti trasformati, come latticini e formaggi, che continuano a registrare una domanda dinamica. Non manca tuttavia l’incognita geopolitica. Circa il 15% dei buyer proverrà da aree interessate da conflitti o da criticità nei collegamenti aerei, tra Medio Oriente e regioni limitrofe. Una variabile che impone un monitoraggio costante, soprattutto per il cosiddetto “rischio voli”, legato alla stabilità delle rotte internazionali.
Per fronteggiare questa situazione, Fiere di Parma ha attivato una task force dedicata, in stretto coordinamento con ICE-Agenzia, con l’obiettivo di garantire la presenza degli operatori anche dalle aree più complesse. L’impegno si traduce in un rafforzamento delle risorse destinate alla mobilità e all’assistenza dei buyer. Le conferme dall’area MENA, nonostante il contesto, indicano un forte interesse per la manifestazione milanese. Oltre il 70% degli operatori coinvolti colloca infatti TUTTOFOOD tra le fiere internazionali più rilevanti per opportunità di business e aggiornamento professionale.
A rafforzare il profilo della manifestazione contribuisce anche il Food Manifesto, presentato in anteprima al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Il documento mira a orientare le filiere globali verso modelli più sostenibili, inclusivi e trasparenti, promuovendo il cibo come valore culturale oltre che economico. “Stiamo lavorando per garantire la massima partecipazione internazionale anche in un contesto complesso come quello attuale”, ha dichiarato Antonio Cellie. “TUTTOFOOD è oggi una piattaforma globale capace di attrarre buyer qualificati da tutto il mondo e di creare opportunità concrete per le imprese italiane dell’agroalimentare”. “Il futuro del cibo coincide con il futuro dell’umanità” ha aggiunto Cellie, evidenziando il ruolo del settore come leva di dialogo tra culture, inclusione e sviluppo sostenibile. In questo scenario, TUTTOFOOD si propone non solo come piattaforma commerciale, ma come hub internazionale capace di generare relazioni durature lungo tutta la filiera agroalimentare. Un posizionamento che, alla vigilia dell’edizione 2026, appare ormai consolidato.



















