Le tensioni sui bilanci delle famiglie britanniche tornano ad aumentare, con prospettive che indicano ulteriori pressioni nei prossimi mesi. È quanto emerge dall’ultimo Asda Income Tracker, elaborato dal Centre for Economics and Business Research (Cebr), che evidenzia un quadro in cui l’incertezza globale rischia di tradursi in nuovi rincari per i consumatori.
Nel mese di febbraio, alcuni nuclei familiari hanno registrato miglioramenti marginali, ma la dinamica resta fortemente disomogenea. Le famiglie a più basso reddito continuano infatti a perdere terreno, confermando una crescente polarizzazione del potere d’acquisto.
Nonostante un’inflazione stabile al 3,0% — tra i livelli più bassi dall’inizio del 2025 — le prospettive restano fragili. Secondo il Cebr, il contesto internazionale, segnato da tensioni geopolitiche e instabilità nei mercati energetici, è destinato a comprimere ulteriormente i redditi reali.
Il dato più critico riguarda proprio le fasce più vulnerabili: il reddito disponibile per i nuclei a basso reddito è diminuito ancora a febbraio, con un deficit settimanale di circa 72 sterline rispetto al costo dei beni essenziali. Una condizione che rende sempre più difficile coprire le spese di base.
A incidere maggiormente sono i costi legati all’abitazione e alle utenze, in crescita del 4,2% su base annua, che continuano ad assorbire una quota rilevante del budget familiare. Allo stesso tempo, il comparto della ristorazione e dell’hotellerie si conferma tra i principali driver inflattivi, anche a causa delle persistenti pressioni sul costo del lavoro.
Diversa la situazione per i redditi medi, che registrano la crescita più significativa: il reddito disponibile è aumentato del 16,3%, pari a poco più di 2 sterline settimanali aggiuntive. Anche le famiglie ad alto reddito mostrano segnali positivi, risultando in gran parte protette dall’aumento dei prezzi dei beni essenziali, che incidono meno sul loro paniere di spesa.
In questo contesto, la leva prezzo resta centrale per la distribuzione. Asda sottolinea di aver rafforzato gli investimenti per contenere i prezzi nell’ultimo anno, ribadendo il proprio posizionamento come insegna a più basso costo nel mercato britannico. Le rilevazioni indipendenti di Which? e The Grocer confermano infatti la competitività dell’insegna sul carrello medio per famiglie.
Sul fronte macroeconomico, tuttavia, i segnali restano contrastanti. Sam Miley, Head of Forecasting and Thought Leadership del Cebr, evidenzia come la crescita annuale dell’Income Tracker sia scesa sotto l’1%, penalizzata da un aumento della disoccupazione e dal rallentamento dei salari reali.
Un elemento di ulteriore criticità arriva dallo scenario internazionale. Le recenti tensioni in Medio Oriente hanno generato interruzioni nelle infrastrutture energetiche e nelle catene logistiche, contribuendo a un aumento dei prezzi delle materie prime.
Secondo il Cebr, questi effetti potrebbero trasferirsi rapidamente sui consumatori britannici già a partire da marzo, alimentando nuove pressioni inflattive e aumentando il rischio di un peggioramento del reddito disponibile nei prossimi mesi.
Per il retail, lo scenario che si delinea è quello di una domanda sempre più fragile e selettiva, con i consumatori costretti a rivedere le priorità di spesa. Un contesto che rende ancora più strategiche le politiche promozionali e di prezzo, in particolare nel comparto grocery, dove la competizione si gioca sempre più sulla capacità di offrire convenienza senza comprimere i margini.



















