Plus archivia la fusione con Coop e guarda alle acquisizioni per recuperare quota di mercato

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Dopo anni di integrazione e risultati appesantiti dai costi straordinari, la catena olandese Plus si prepara a voltare pagina e a tornare a crescere, individuando nelle acquisizioni il principale motore di sviluppo in una fase di mercato sempre più concentrata e competitiva. Il 2025 rappresenta infatti un anno di transizione cruciale, nel quale si è completato il lungo processo di fusione con Coop, avviato cinque anni prima, e che ha ridisegnato profondamente la struttura operativa e commerciale del gruppo.

Sul piano economico, tuttavia, i conti restano ancora in territorio negativo: Plus ha chiuso l’esercizio con una perdita netta di 56,2 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai -53 milioni del 2024 e ai -31,2 milioni dell’anno precedente, confermando un ciclo di quattro anni consecutivi in rosso. Un dato che, secondo il management, va però letto alla luce dell’impatto straordinario dei costi di integrazione, che nel solo 2025 hanno inciso per oltre 53 milioni di euro, legati alla riorganizzazione della rete, alla logistica e all’unificazione dei sistemi. Parallelamente, anche il fatturato ha registrato una contrazione, scendendo a 4,3 miliardi di euro rispetto ai 4,5 miliardi dell’anno precedente, mentre la quota di mercato si è ridotta dall’area del 9,3% all’8,4%, segnalando una fase di assestamento dopo la fusione.

Nel confronto competitivo, Plus resta dietro ai leader del mercato olandese, come Albert Heijn e Jumbo, che continuano a beneficiare di maggiore scala e di una presenza più capillare. Il riassetto della rete ha avuto un impatto significativo anche sul numero di punti vendita: il gruppo conta oggi 439 supermercati, dopo aver chiuso o ceduto 86 negozi nel corso del 2025, nell’ambito di una razionalizzazione funzionale alla nuova formula unica. Nonostante il contesto complesso, il gruppo sottolinea come nella seconda parte dell’anno siano emersi segnali di miglioramento operativo, con una ripresa delle vendite e una riduzione dei costi logistici, elementi che hanno contribuito a porre le basi per il rilancio.

Il completamento della fusione ha inoltre consentito di semplificare la governance, unificare l’offerta commerciale e migliorare l’efficienza della supply chain, passaggi considerati essenziali per recuperare competitività in un mercato maturo. In questo scenario, la strategia per i prossimi anni appare chiara: crescere per linee esterne, sfruttando eventuali opportunità di consolidamento e aumentando la scala operativa per diluire i costi fissi su una rete più ampia. “Dobbiamo crescere”, ha dichiarato l’amministratore delegato Aart van Haren, sottolineando come l’espansione resti una leva necessaria per migliorare la redditività e rafforzare il posizionamento competitivo.

L’obiettivo è quindi entrare in una nuova fase, dopo anni dedicati alla ristrutturazione, puntando su una maggiore massa critica, su una proposta commerciale più coerente e su una rete più efficiente. Il 2026 viene indicato come l’anno in cui l’attenzione tornerà pienamente sul fronte commerciale, con investimenti nella formula di vendita, nel marketing e nell’esperienza cliente, elementi chiave per recuperare quote di mercato. Resta tuttavia aperta la sfida di trasformare il completamento della fusione in un reale vantaggio competitivo, in un contesto in cui la crescita passa sempre più da efficienza, scala e capacità di differenziazione.

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