Il mercato mondiale del caffè vale quasi 186 miliardi di dollari e l’Italia mantiene un ruolo centrale nella torrefazione e nell’export di macchine, mentre cambiano le abitudini dei consumatori e cresce l’attenzione alla tracciabilità. La Giornata internazionale del caffè, che si celebra oggi, 1° ottobre, offre l’occasione per leggere queste trasformazioni attraverso i dati e le testimonianze raccolti dall’Osservatorio HostMilano, in vista della prossima edizione della manifestazione.
Secondo le stime di Mordor Intelligence riportate dall’Osservatorio, il mercato raggiungerà quasi 239 miliardi di dollari entro il 2031, con una crescita media annua del 5,18%. A sostenere la domanda sono soprattutto i prodotti di fascia premium e un interesse crescente per l’origine della materia prima e le modalità di approvvigionamento.
La dimensione economica si accompagna a quella sociale, con circa 25 milioni di agricoltori che traggono sostentamento dal settore e oltre due miliardi di tazze consumate ogni giorno nel mondo. Secondo l’International Coffee Organization, l’Europa rappresenta il 30,1% dei consumi mondiali, confermandosi la prima regione per consumo.
In Italia, le elaborazioni di Unione Italiana Food su dati Istat e NielsenIQ indicano una media di 792 tazzine di espresso all’anno per abitante, delle quali il 28% viene consumato fuori casa, tra bar, ristoranti e alberghi. Un mercato nel quale la centralità dell’espresso convive con la curiosità per nuove origini e modalità di preparazione.
Il peso italiano emerge anche sul versante industriale. Secondo i dati Eurostat elaborati per la European Coffee Federation, l’Italia è il primo produttore europeo di caffè torrefatto, davanti alla Germania, con oltre 520 mila tonnellate annue, pari a circa il 27,5% della produzione dell’Unione.
Nelle tecnologie, le elaborazioni di ExportPlanning per l’Osservatorio HostMilano stimano in 7,7 miliardi di euro il commercio mondiale di macchine da caffè e vending nel 2025. L’Italia, primo esportatore mondiale, ha contribuito con 1,56 miliardi, in aumento dell’1,2% sul 2024 e pari a circa un quinto del totale.
Sul bancone, l’innovazione punta a rendere più costante la qualità e a contenere consumi e scarti. Controlli digitali, stabilità termica e sistemi di regolazione dell’estrazione aiutano il lavoro dei professionisti anche nei momenti di maggiore affluenza, mentre l’efficienza energetica assume un peso crescente nella progettazione.
«Stiamo assistendo a un passaggio decisivo del caffè da semplice bevanda funzionale, da commodity, a vera e propria esperienza di consumo», osserva Jacopo Bambìni, Group Marketing Director di Cimbali Group. Una trasformazione che coinvolge tanto le attrezzature quanto la capacità dei locali di spiegare al cliente le caratteristiche del prodotto.
Per le torrefazioni, la trasparenza richiede una conoscenza più approfondita dei fornitori e delle aree di coltivazione. Cesare Trucillo, Head of Growth di Caffè Trucillo, segnala il rafforzamento della raccolta e della verifica delle informazioni sull’origine, anche in vista degli obblighi europei sulla deforestazione.
Nuovi spazi si aprono inoltre per il decaffeinato di qualità e monorigine, grazie all’evoluzione dei processi che precedono la tostatura e consentono di preservare meglio le caratteristiche aromatiche del caffè verde. Sono alcuni dei temi che accompagneranno HostMilano, in programma a Fiera Milano dal 22 al 26 ottobre 2027: secondo gli organizzatori, oltre mille aziende hanno già confermato la partecipazione, con una quota internazionale del 50%.



















