Starbucks starebbe valutando una possibile acquisizione di Chipotle Mexican Grill, operazione che riporterebbe sotto la guida di Brian Niccol la catena di ristorazione americana da lui diretta per sei anni prima del passaggio alla guida del colosso delle caffetterie, avvenuto nel settembre 2024. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Starbucks avrebbe lavorato negli ultimi mesi con alcuni consulenti finanziari per esaminare una potenziale proposta di acquisto, anche se al momento non risulta presentata alcuna offerta formale e nessuna delle due società ha commentato le indiscrezioni. L’eventuale operazione avrebbe dimensioni particolarmente rilevanti per il settore della ristorazione, considerando che Chipotle presenta una capitalizzazione di mercato vicina ai 39 miliardi di dollari, mentre Starbucks è valutata circa 107 miliardi, secondo i dati LSEG.
L’ipotesi di acquisizione emerge in una fase di profonda trasformazione per Starbucks, impegnata nel piano di rilancio avviato proprio da Niccol. Dal suo insediamento, il gruppo ha destinato almeno 500 milioni di dollari a investimenti sul personale, affiancati da interventi per migliorare l’esperienza nei punti vendita e ridurre i tempi di attesa dei clienti. Una strategia che ha comportato un aumento dei costi e una conseguente pressione sulla redditività. Nel terzo trimestre fiscale il margine operativo rettificato si è attestato al 14,4%, rispetto al 16,7% registrato nello stesso periodo di due anni prima. Nonostante questo, Starbucks ha conseguito quattro trimestri consecutivi di crescita delle vendite a parità di perimetro, segnale di una progressiva ripresa dell’attività commerciale.
Anche Chipotle sta attraversando una fase complessa, caratterizzata da una minore affluenza nei ristoranti, legata soprattutto alla maggiore prudenza dei consumatori nelle spese discrezionali, e dall’aumento dei costi delle materie prime alimentari e del lavoro. Una possibile integrazione con Starbucks potrebbe tuttavia offrire nuove opportunità di sviluppo, soprattutto sui mercati internazionali, sfruttando la presenza commerciale e le partnership già consolidate dal gruppo delle caffetterie. Secondo Jim Sanderson, analista di Northcoast Research, le alleanze in franchising e licenza di Starbucks in Europa potrebbero rappresentare uno strumento importante per favorire l’espansione di Chipotle oltre il mercato statunitense.
Alla chiusura dell’ultimo esercizio, Chipotle gestiva circa 4.000 ristoranti negli Stati Uniti e un centinaio di locali sui mercati internazionali, mentre Starbucks disponeva di una rete di circa 40.000 punti vendita nel mondo, dei quali 18.000 in Nord America. La differenza nelle rispettive dimensioni internazionali rappresenterebbe uno degli elementi strategici di maggiore interesse dell’eventuale acquisizione. Per Niccol si tratterebbe inoltre di un ritorno alla guida dell’azienda che aveva contribuito a rilanciare dopo le difficoltà legate alla sicurezza alimentare, rafforzandone il posizionamento commerciale e sviluppando significativamente il canale digitale. Resta tuttavia da verificare se le valutazioni preliminari di Starbucks si tradurranno in una proposta concreta e quali potrebbero essere le condizioni finanziarie di un’operazione destinata, qualora si realizzasse, a modificare gli equilibri del settore della ristorazione organizzata internazionale.



















