Secondo una nuova analisi diffusa da Aldi UK, il costo della spesa alimentare nel Regno Unito varia sensibilmente in base al luogo di residenza. In oltre 200 città britanniche, l’assenza di un supermercato discount comporta per le famiglie un esborso annuo fino a 2.437 sterline in più.
Il fenomeno viene definito dall’insegna come una vera e propria “postcode penalty”, una penalizzazione legata al codice postale. Lo studio individua un ampio “discounter gap” che interessa più di 220 località in tutte le regioni del Paese.
Le comunità coinvolte spaziano da Stonehaven, in Scozia, a Totnes, nel Sud-Ovest dell’Inghilterra. Nel dettaglio, 35 città si trovano nel South East, 30 nell’East of England e 25 in Scozia. Secondo i dati, le famiglie senza accesso ad Aldi spendono in media 826 sterline in più all’anno. Nelle aree dominate dalle insegne più care, il divario può superare le 2.400 sterline.
Le stime si basano sul confronto tra i prezzi Aldi e quelli medi dei principali supermercati britannici. Il paniere di riferimento è composto da 68 prodotti di largo consumo. Il monitoraggio dei prezzi è effettuato da Which?, che ha nominato Aldi il supermercato più economico del Regno Unito per cinque anni consecutivi. L’analisi mostra che una spesa settimanale tipo costa in media 15,89 sterline in più rispetto ad Aldi nei grandi gruppi tradizionali. Il divario sale a 46,86 sterline rispetto all’insegna più cara, Waitrose.
Su base annua, il risparmio potenziale arriva così a 826 sterline rispetto ai principali competitor e a oltre 2.436 sterline rispetto ai supermercati premium. Jonathan Neale, managing director national real estate di Aldi UK, sottolinea che nessuna famiglia dovrebbe pagare di più per la spesa solo per ragioni geografiche. In una fase di forte pressione sui bilanci domestici, l’accesso locale a un discount diventa una leva concreta contro il caro-vita.
Aldi, oggi quarto supermercato del Regno Unito, punta a colmare questo divario accelerando il piano di espansione. Nel 2025 il gruppo ha investito 650 milioni di sterline in nuove aperture e ristrutturazioni. Ogni nuovo punto vendita genera mediamente circa 40 posti di lavoro. Per i prossimi due anni è previsto un ulteriore investimento da 1,6 miliardi di sterline. Il piano prevede l’apertura di circa 40 negozi all’anno. L’obiettivo dichiarato è raggiungere quota 1.500 store nel Regno Unito.



















