Accordo tra retailer e fornitori in Francia: regole comuni per ridurre tensioni e accelerare le trattative annuali

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La filiera agroalimentare francese prova a inaugurare una stagione più costruttiva nelle negoziazioni annuali sui prezzi tra industria e distribuzione. Sei associazioni di categoria – tra cui ANIA e FCD, insieme a Pact’Alim, Institut de Liaison des Entreprises de Consommation, Fédération des Entreprises et Entrepreneurs de France e La Coopération Agricole – hanno firmato una nuova carta di principi per favorire un confronto più equilibrato e meno conflittuale durante i tre mesi di trattative avviati il 1° dicembre.

La charter, sostenuta dal Ministero dell’Agricoltura, si pone l’obiettivo di garantire un “clima sereno” durante i colloqui, promuovendo il rispetto delle specificità professionali, la prevenzione dei contenziosi e un approccio più trasparente nelle relazioni commerciali. Tra gli impegni assunti spicca l’attenzione dedicata alle PMI, per le quali si richiede un trattamento differenziato e la conclusione delle trattative entro il 15 gennaio, con un massimo raccomandato di cinque incontri.

Il documento incoraggia inoltre la valorizzazione dei prodotti freschi e una migliore informazione sull’origine degli alimenti, con l’obiettivo di sostenere le filiere agricole e contribuire alla sovranità alimentare del Paese. Un tema ribadito dalla ministra Annie Genevard, che ha sottolineato come «le negoziazioni tra fornitori e distributori abbiano un impatto significativo sull’intera catena agroalimentare e sulla sovranità alimentare nazionale» e come fosse necessario ridurre un livello di tensione “unico in Europa”.

Nonostante la firma delle associazioni, la charter non ha ancora ricevuto l’approvazione formale del governo, come riportato da Le Monde. La Francia rimane uno dei pochi Paesi europei a concentrare le trattative sui prezzi in un unico periodo annuale di tre mesi, un modello che negli anni ha spesso generato scontri, ultimatum e ritardi negli accordi.

Nel 2023, per accelerare il calo dei prezzi al consumo, Parigi aveva persino introdotto una legge per anticipare le negoziazioni, spostando la deadline da marzo a gennaio. Il nuovo accordo segna quindi un tentativo concreto di stabilizzare i rapporti tra retailer e industria. «Questo testo traccia una via più pragmatica per il settore», ha commentato Judith Jiguet, delegata generale della FCD, auspicando un “progresso sostenibile” basato sull’ascolto e sul dialogo.

L’evoluzione delle trattative nei prossimi mesi sarà il primo banco di prova dell’efficacia della nuova charter e della capacità degli attori di trasformare principi condivisi in comportamenti operativi lungo tutta la filiera.

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