Agroalimentare Ue, primi effetti della direttiva contro le pratiche sleali: pagamenti più rapidi e rapporti più equi

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

La Commissione europea ha pubblicato la relazione che sintetizza i principali risultati della valutazione sulla direttiva contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare. Il documento conferma che, pur essendo ancora nelle prime fasi di attuazione, la normativa sta già contribuendo a riequilibrare i rapporti di forza tra agricoltori, fornitori e acquirenti, creando un contesto imprenditoriale più equo nel mercato agroalimentare europeo.

Secondo Bruxelles, uno degli impatti più evidenti è la diminuzione dei ritardi nei pagamenti, in particolare ai danni dei produttori primari. La direttiva ha inoltre favorito una maggiore trasparenza nei contratti, con termini di fornitura e condizioni economiche più chiari, generando un clima negoziale più stabile. Dal mondo agricolo arrivano riscontri positivi anche sul fronte della consapevolezza: l’elenco delle pratiche vietate e i meccanismi di denuncia confidenziale hanno aiutato fornitori e agricoltori a riconoscere e contestare comportamenti scorretti.

La relazione mette però in luce alcune criticità. L’applicazione della direttiva varia molto tra gli Stati membri, con differenze significative nelle attività di controllo e nei poteri delle autorità nazionali. Questa eterogeneità rischia di creare frammentazione nel mercato interno, limitando la capacità di contrastare pratiche sleali soprattutto quando coinvolgono aziende attive in più Paesi.

Proprio per questo la Commissione evidenzia la necessità di rafforzare la cooperazione transfrontaliera e le azioni coordinate nei casi di pratiche su larga scala. Un passo in questa direzione è già arrivato con l’accordo politico raggiunto il 12 novembre dai colegislatori, che punta a migliorare gli strumenti di collaborazione tra le autorità nazionali e a rendere più efficace l’enforcement.

Il rapporto individua infine alcune opportunità di miglioramento, tra cui l’eventuale ampliamento del campo di applicazione della direttiva, un rafforzamento dei poteri investigativi, una raccolta dati più omogenea e la possibile estensione dell’elenco delle pratiche proibite. I risultati saranno ora trasmessi al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, avviando una fase di confronto che potrebbe portare a un aggiornamento del quadro normativo nei prossimi anni.

Agroalimentare Ue primi effetti della direttiva contro le pratiche sleali

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento

Agroalimentare Ue primi effetti della direttiva contro le pratiche sleali