Agromonte punta sul consolidamento e prepara il salto dimensionale

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La partecipazione alle fiere di settore, per Agromonte, non è solo una vetrina, ma un momento strategico di relazione e consolidamento. Lo conferma Marco Arestia, COO e direttore di stabilimento dell’azienda siciliana, che in occasione di Marca 2026 sottolinea come questi appuntamenti rappresentino soprattutto un’occasione per rafforzare i rapporti già costruiti nel tempo.

«Marca è un modo per avere un approccio diretto con quelli che oggi sono gli attori e i nostri partner del nostro business», spiega Arestia. «Più che nuove opportunità, è un momento per consolidare lavori e collaborazioni che già portiamo avanti».

Un approccio che riflette una strategia chiara: puntare su ciò che è già stato validato dal mercato, rafforzandolo e adattandolo a nuovi contesti di consumo. È il caso della salsa di ciliegino, prodotto simbolo di Agromonte, che dopo il successo nel formato retail approda con decisione nel canale professionale.

«Abbiamo voluto portare la salsa di ciliegino, oggi la più amata dagli italiani, in un formato da 2 kg in latta dedicato al mondo Horeca», racconta Arestia. «Negli anni abbiamo testato il prodotto per valutarne resa e performance in cucina. Una volta verificata la solidità del progetto, ci siamo strutturati per affrontare questo mercato».

La strategia riguarda sia il mercato italiano sia quello estero, dove Agromonte continua a crescere. Oggi l’export pesa il 20% del fatturato complessivo. Tra i mercati prioritari spicca la Francia, dove l’azienda ha costituito una nuova società dedicata alla gestione del business locale.

«Abbiamo un occhio di riguardo verso la Francia e stiamo studiando prodotti pensati appositamente per quel mercato», spiega Arestia. «Parallelamente continuiamo a lavorare su tutti gli altri Paesi attraverso la nostra rete commerciale».

Alla crescita internazionale si affianca la solidità del marchio sul mercato domestico. «Oggi la salsa di ciliegino è la più venduta in Italia nel segmento delle salse pronte di Ciliegino”», sottolinea Arestia. «Siamo partiti da un segmento che inizialmente non esisteva. Con serietà, qualità e costanza siamo riusciti a posizionarci al vertice».

Il 2025 si è chiuso in maniera particolarmente positiva per l’azienda, anche grazie a una stagione di raccolto che ha confermato l’efficienza della filiera integrata. Il 90% della materia prima proviene da terreni di proprietà, situati in prossimità degli stabilimenti, rafforzando il modello di filiera corta e a km zero.

Nel corso dell’anno Agromonte ha inoltre investito in sostenibilità, riducendo le emissioni legate al trasporto, migliorando la tracciabilità e adottando nuove tecnologie di irrigazione per fronteggiare le sfide del cambiamento climatico.

«Il 2025 è stato un anno di grande valore, non solo per i risultati raggiunti, ma anche per la consapevolezza delle sfide future», ha dichiarato Arestia. «La nostra attenzione alla materia prima e al territorio resta centrale».

Lo sguardo dell’azienda è ora rivolto al 2026, anno che segnerà un importante salto dimensionale. Agromonte ha infatti realizzato due nuovi capannoni da 10.000 metri quadrati e nuovi uffici, avviando un processo di trasferimento che coinvolgerà logistica e produzione. «Il trasferimento nella nuova sede rappresenta uno dei progetti più importanti per il nostro futuro», conclude Arestia. «È il risultato di un percorso di crescita che guarda avanti, senza perdere il legame con le nostre radici».

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