AI, logistica e grocery: la nuova egemonia di Amazon nell’economia americana

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Nel 2025 Amazon ha investito oltre 340 miliardi di dollari negli Stati Uniti, una cifra record che consolida il suo ruolo di primo investitore privato nel Paese e che, per dimensioni e profondità dell’impatto economico, segna un ulteriore passo avanti nel sorpasso strategico rispetto a Walmart, storico gigante della distribuzione americana oggi superato per capacità di investimento tecnologico, infrastrutturale e di influenza sistemica sull’economia nazionale.

La somma comprende sia la realizzazione e l’ampliamento di infrastrutture logistiche e data center dedicati all’intelligenza artificiale e al cloud, sia le risorse destinate alle retribuzioni e ai benefit dei dipendenti, in una strategia che intreccia innovazione, occupazione e sviluppo territoriale in grandi metropoli, città intermedie e aree rurali spesso escluse dai grandi flussi industriali.

Dal 2010 a oggi l’impatto cumulato degli investimenti del gruppo sull’economia statunitense supera 1.800 miliardi di dollari, una cifra che fotografa la trasformazione dell’azienda da piattaforma e-commerce a infrastruttura portante dell’economia digitale e fisica americana.

«L’investimento di 340 miliardi di dollari riflette il nostro impegno per il futuro dell’America», ha dichiarato David Zapolsky, chief global affairs & legal officer, evidenziando come le nuove strutture per AI e operations siano progettate per mantenere gli Stati Uniti al centro della competizione globale e per generare occupazione qualificata in comunità di ogni dimensione.

Negli ultimi dodici mesi sono stati annunciati oltre 50 nuovi progetti in 30 Stati, tra cui Ohio, Texas, Pennsylvania, North Carolina, New York, Nevada e California, con interventi che spaziano dai fulfillment center di ultima generazione ai poli cloud e AI destinati a sostenere la crescente domanda di calcolo avanzato.

Oggi Amazon sostiene circa 2 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti, di cui un milione diretti e un milione indiretti lungo la filiera delle costruzioni, della logistica e dei fornitori, configurandosi come il principale creatore di occupazione privata del Paese negli ultimi anni.

I venditori indipendenti, che rappresentano oltre il 60% dei prodotti venduti sulla piattaforma, generano più di 100 miliardi di dollari in salari e impiegano oltre 2 milioni di persone, con una crescita dell’11% su base annua che testimonia la vitalità dell’ecosistema marketplace.

Attraverso la propria rete logistica globale vengono movimentati ogni anno circa 5 miliardi di prodotti, mentre nuovi strumenti basati su AI semplificano le pratiche doganali e la gestione delle supply chain, riducendo tempi e costi per le imprese.

L’espansione occupazionale resta un asse portante della strategia, con oltre 500.000 posti creati negli ultimi cinque anni e due su cinque localizzati in centri con meno di 50.000 abitanti, a dimostrazione di una diffusione territoriale capillare.

Per garantire consegne rapide anche nelle aree meno densamente popolate, il gruppo ha investito 4 miliardi di dollari nella rete rurale, che entro la fine del 2026 supererà le 200 delivery station, raddoppiando il numero medio di clienti serviti in giornata nelle zone periferiche.

Parallelamente, Amazon si è affermata come uno dei principali operatori grocery del Paese, diventando punto di riferimento per 150 milioni di americani grazie all’integrazione tra online e Whole Foods Market, con la categoria “Everyday Essentials” cresciuta quasi il doppio rispetto alle altre e arrivata a rappresentare un’unità su tre vendute nello store.

Secondo uno studio di Oxford Economics, cinque anni dopo l’apertura di un grande centro logistico si registrano mediamente 6.000 nuove piccole imprese, 10.000 lavoratori aggiuntivi e 12.000 disoccupati in meno a livello locale, con un effetto moltiplicatore superiore a quello di molti altri grandi investimenti industriali.

Anche il Progressive Policy Institute ha riconosciuto il peso strategico dell’azienda, nominando Amazon “Investment Hero” per il sesto anno consecutivo nel 2025, in virtù di oltre 184 miliardi di dollari investiti nel cloud tra il 2011 e il 2024, capaci di generare 65 miliardi di contributo al Pil e quasi 46.000 posti equivalenti a tempo pieno ogni anno.

La spinta sull’intelligenza artificiale si traduce anche nello sviluppo di chip proprietari come Trainium, in grado di ridurre fino al 50% i costi di training e inferenza, rafforzando ulteriormente la leadership tecnologica del gruppo.

Sul fronte del lavoro, nel 2025 oltre 1 miliardo di dollari è stato destinato ad aumenti salariali e riduzione dei costi sanitari per i dipendenti di prima linea, con una paga media superiore ai 23 dollari l’ora e una compensazione complessiva oltre i 30 dollari considerando benefit e assicurazioni.

Dal 2019 sono stati inoltre investiti più di 2 miliardi di dollari in sicurezza, con postazioni regolabili, maggiore automazione e sistemi assistivi che riducono il carico fisico delle attività ripetitive.

Completano il quadro gli interventi sociali, con 3,6 miliardi di dollari mobilitati per oltre 35.000 abitazioni accessibili e più di 60 milioni di pasti distribuiti dal 2020, oltre ai programmi STEM come Amazon Future Engineer che hanno coinvolto oltre un milione di studenti.

Nel complesso, il 2025 sancisce la definitiva trasformazione di Amazon nel principale motore di investimento, innovazione e occupazione degli Stati Uniti, con un peso economico e strategico che la colloca ormai stabilmente davanti a Walmart nel definire il futuro del retail e dell’economia americana.

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