L’espansione di Aldi e Lidl nel Regno Unito potrebbe presto essere accompagnata da nuove regole sulla concorrenza. La Competition and Markets Authority (CMA) ha infatti avviato una consultazione pubblica per valutare se i due discounter debbano essere inclusi tra i cosiddetti Large Grocery Retailers, categoria regolata da un ordine del 2010 che vieta l’uso di clausole restrittive nei contratti immobiliari. Nel mirino dell’autorità britannica ci sono in particolare i cosiddetti restrictive covenants, clausole che possono impedire l’apertura di supermercati concorrenti nelle vicinanze di un nuovo punto vendita. Se Aldi e Lidl venissero formalmente inclusi tra i grandi retailer alimentari, non potrebbero più utilizzare questo tipo di limitazioni quando firmano nuovi accordi immobiliari.
Quando il provvedimento fu introdotto nel 2010, sette grandi catene erano state incluse nella categoria, mentre Aldi e Lidl erano state escluse perché considerate Limited Assortment Discounters, ossia insegne con assortimenti ridotti e un modello fortemente orientato al prezzo. Quindici anni dopo, però, lo scenario competitivo è cambiato radicalmente. Aldi è oggi il quarto operatore della distribuzione alimentare nel Regno Unito per quota di mercato, mentre Lidl occupa la sesta posizione. Una crescita che ha spinto la CMA a verificare se l’utilizzo di queste clausole nei contratti immobiliari possa avere avuto o possa avere in futuro effetti sulla concorrenza e sui consumatori.
L’indagine arriva in una fase di forte espansione per entrambe le insegne. Aldi ha annunciato un piano di investimenti da 1,6 miliardi di sterline su due anni, con l’obiettivo di aprire circa 40 nuovi negozi nel 2026 grazie a un investimento di 370 milioni di sterline solo per quest’anno. Anche Lidl continua ad accelerare sul mercato britannico: negli ultimi due mesi ha inaugurato 19 nuovi punti vendita e, secondo i dati di Numerator, è attualmente il retailer fisico con la crescita più rapida nel Paese.
La consultazione pubblica della CMA resterà aperta fino al 13 aprile. Al termine della raccolta dei contributi, l’autorità analizzerà le evidenze fornite dai retailer e dagli altri stakeholder del settore. La decisione finale è attesa per settembre e potrebbe ridefinire le regole di concorrenza immobiliare nel retail alimentare britannico, incidendo sulle strategie di espansione dei due principali discounter europei nel mercato UK.



















