Amazon si conferma tra i principali corporate purchaser mondiali di energia carbon-free secondo l’ultimo report di BloombergNEF, rafforzando una strategia che dal 2020 l’ha vista stabilmente ai vertici globali per approvvigionamento da fonti rinnovabili. Per il 2025 il gruppo è nuovamente riconosciuto come uno dei maggiori acquirenti corporate di energia a zero emissioni, con il più ampio portafoglio carbon-free al mondo tra le aziende private.
L’approccio va oltre la semplice copertura dei consumi interni: ogni nuovo progetto aggiunge capacità addizionale alla rete elettrica pubblica, contribuendo ad alimentare abitazioni, scuole e ospedali e sostenendo la stabilità dei costi energetici per famiglie e imprese. Un modello che integra crescita industriale e beneficio sistemico, in un contesto di domanda elettrica in forte aumento trainata da AI, data center e digitalizzazione.
Ad oggi Amazon ha investito miliardi di dollari in oltre 40 gigawatt di capacità carbon-free complessiva, equivalenti al fabbisogno di più di 12,1 milioni di abitazioni statunitensi. Il portafoglio comprende più di 700 progetti in 28 Paesi: quattro accordi nel nucleare, 11 sistemi utility-scale di battery storage, oltre 300 impianti eolici e solari su larga scala, più di 300 installazioni fotovoltaiche onsite e sei parchi eolici offshore in Europa.
Negli Stati Uniti, l’investimento nei data center del Mississippi, in collaborazione con Entergy, abiliterà 650 megawatt di nuova capacità rinnovabile in rete, sufficienti per oltre 150.000 case. Parallelamente, Entergy sta finanziando con 300 milioni di dollari il programma “Superpower Mississippi” per migliorare l’affidabilità della rete, con l’obiettivo di ridurre del 50% frequenza e durata dei blackout medi, senza costi aggiuntivi per i clienti residenziali.
Un pilastro strategico è il nucleare di nuova generazione. In Washington State, l’accordo con Energy Northwest prevede lo sviluppo di quattro small modular reactors (SMR) per una capacità iniziale di 320 MW, espandibile fino a 960 MW, con entrata in funzione nei primi anni 2030. Amazon ha inoltre investito 500 milioni di dollari in X-Energy per supportare oltre 5 GW di nuova capacità nucleare entro il 2039. I progetti SMR dovrebbero generare più di 1.000 posti di lavoro in fase di costruzione e oltre 100 posizioni permanenti.
Sul fronte dello storage, Amazon ha attivato 11 progetti utility-scale. In California, presso il sito Baldy Mesa nel Mojave Desert, sistemi di machine learning analizzano fino a 33 miliardi di data point l’anno per ottimizzare accumulo e rilascio dell’energia in funzione delle condizioni di rete, migliorando resilienza e gestione dei picchi durante eventi climatici estremi.
L’efficienza operativa completa il quadro. Nei data center il gruppo misura l’uso idrico tramite il Water Usage Effectiveness (WUE): dal 2021 l’efficienza è migliorata del 40% e nel 2024 il WUE globale si è attestato a 0,15 L/kWh (-17% su base annua). Sul fronte energetico, il Power Usage Effectiveness (PUE) globale ha raggiunto 1,15 nel 2024, superando la media del settore cloud e dei data center on-premise.
Gli investimenti in energia carbon-free si intrecciano con una flotta elettrica tra le più ampie al mondo e con centri logistici ottimizzati tramite robotica e AI, riducendo gli sprechi lungo l’intera catena del valore.
In prospettiva B2B, la strategia di Amazon conferma come il procurement corporate di energia rinnovabile sia oggi uno dei principali driver di nuova capacità installata, creando economie di scala, riducendo i costi tecnologici e accelerando l’innovazione. Un percorso coerente con l’obiettivo Climate Pledge di raggiungere il net-zero entro il 2040, dimostrando che competitività industriale, affidabilità della rete e decarbonizzazione possono convergere in un’unica traiettoria di crescita responsabile.


















