Anno da primato per Arla Foods: performance price record e investimenti per 731 milioni nonostante la correzione dei prezzi

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Arla chiude il 2025 con una performance altamente competitiva, segnando nuovi record in termini di latte conferito, prezzo riconosciuto agli allevatori e ricavi complessivi. Il gruppo cooperativo ha raggiunto un fatturato record di 15,1 miliardi di euro, sostenuto da un conferimento di latte mai così elevato pari a 14,3 miliardi di kg. L’utile netto si è attestato a 415 milioni di euro, mentre il performance price ha toccato 56,4 eurocent/kg. Una solidità finanziaria che consente al Consiglio di proporre un pagamento supplementare di 2,2 eurocent/kg ai soci allevatori.

“Il nostro risultato storico dimostra che la strategia funziona. Abbiamo rafforzato la posizione di mercato, creato valore record per i farmer owner e compiuto passi importanti verso un futuro più sostenibile”, ha dichiarato Peder Tuborgh, CEO del gruppo. L’anno, tuttavia, è stato caratterizzato da due dinamiche opposte. Dopo un avvio con domanda sostenuta e offerta bilanciata, il secondo semestre ha visto un forte aumento dei volumi di latte in Europa, favorito da condizioni climatiche eccezionali e raccolti abbondanti di mangimi.

Nel 2025 la produzione è cresciuta in modo significativo in mercati chiave come Regno Unito (+7,7%) e Danimarca (+3,6%). L’improvvisa abbondanza ha innescato una correzione dei prezzi globali, comprimendo il valore del latte sull’intero comparto. “In un contesto così volatile la cooperativa ha dimostrato il proprio valore”, ha commentato Jan Toft Nørgaard, presidente di Arla, sottolineando la capacità di adattamento dei soci.

Determinante il contributo di Arla Foods Ingredients, che ha registrato un incremento dei ricavi del 43,1% a 1,452 miliardi di euro, grazie alla forte domanda globale di proteine ad alto valore aggiunto e all’integrazione della business unit Whey Nutrition acquisita da Volac. Parallelamente, Arla ha mantenuto un livello di investimenti elevato, pari a 731 milioni di euro, destinati a categorie ad alta crescita. Tra le principali decisioni strategiche, la creazione di un UHT Centre of Excellence a Lockerbie, in Scozia, e l’espansione del caseificio di Holstebro in Danimarca, con un aumento di 16.000 tonnellate nella capacità di cream cheese.

Sul fronte brand, i ricavi a marchio sono cresciuti del 6,9% a 7,029 miliardi di euro. Dopo un primo semestre penalizzato dai prezzi elevati, la ripresa dei volumi nella seconda metà dell’anno (+1,8%) ha portato a una crescita annua dello 0,2%. Importanti progressi anche sul piano ESG: le emissioni Scope 1 e 2 sono state ridotte del 5,6%, raggiungendo un taglio cumulato del 43,6% rispetto al 2015, con il 100% dell’elettricità da fonti rinnovabili nei siti europei. A livello di allevamento, l’intensità emissiva per kg di latte è scesa dello 0,4%, portando la riduzione complessiva al 9,9% rispetto al 2020.

Guardando al 2026, Arla prevede un contesto ancora volatile, con prezzi più bassi nella prima parte dell’anno e ricavi stimati tra 13,3 e 14,1 miliardi di euro. L’obiettivo resta una quota di utile netto tra il 2,8% e il 3,2%, con ulteriori efficienze per 90-110 milioni di euro. “La pressione dei volumi caratterizzerà l’inizio del 2026, ma prezzi più accessibili potranno stimolare la domanda e rafforzare i nostri marchi strategici”, ha concluso Tuborgh.

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