Il cacao continuerà a dominare la strategia di Mondelēz nel 2026, ma con una variabile inattesa: il calo delle quotazioni dopo i picchi record di fine 2024 e l’incognita delle reazioni competitive sul pricing. Dopo aver chiuso il 2025 con una crescita organica del 4,3%, sostenuta però da aumenti prezzo medi dell’8% e da un calo generalizzato del volume/mix nelle diverse aree geografiche, il gruppo si trova ora a gestire una fase più complessa. Le quotazioni del cacao, scese dai massimi oltre i 12.000 dollari per tonnellata a circa 4.281 dollari, non sono state pienamente incorporate nelle coperture 2026, creando uno scenario potenzialmente volatile sugli scaffali.
Il CEO Dirk Van de Put ha parlato apertamente di possibili “reazioni competitive inattese”, dal momento che molti operatori sono coperti su livelli precedenti al ribasso di inizio anno. “Vogliamo mantenere flessibilità nella guidance perché non sappiamo come evolverà il mercato”, ha spiegato, aggiungendo che il business cioccolato potrebbe registrare un significativo recupero dei margini nel 2027.
Il CFO e COO Luca Zaramella ha chiarito che, ai livelli attuali, non è previsto un ulteriore aumento prezzi sul cacao, ma ha ricordato che il profitto 2025 ha subito un impatto rilevante e che i prezzi dovranno restare sostanzialmente allineati a quelli dello scorso anno. Per il 2026 la guidance indica una crescita organica tra flat e +2%, quindi ben sotto l’algoritmo di lungo periodo (3-5%), configurando l’esercizio come anno di transizione.
Gli analisti, tra cui Stifel e TD Cowen, definiscono l’outlook “prudente”, ipotizzando che il vero beneficio del reset dei costi del cacao possa emergere solo nel 2027. Secondo il management, un livello intorno ai 3.000 dollari per tonnellata rappresenterebbe una normalizzazione più coerente con le dinamiche strutturali di domanda e offerta. In questo contesto, il gruppo prevede di sostenere volumi e quote attraverso reinvestimenti mirati sui brand e interventi selettivi di prezzo nei segmenti chiave.
Negli Stati Uniti pesa una categoria biscotti ancora debole, con consumatori orientati al valore e un carrello medio stagnante da due o tre anni, mentre cresce l’interesse per snack premium e better-for-you, in particolare ad alto contenuto proteico. In Europa, la crescita del cioccolato è attesa stabile dopo i significativi aumenti di prezzo, ma con possibili tensioni nelle negoziazioni commerciali di inizio anno.
Il management ha inoltre minimizzato l’impatto nel breve termine dei farmaci GLP-1 per la perdita di peso, stimando un potenziale effetto sui volumi complessivi tra lo 0,5% e l’1,5% solo in uno scenario di adozione elevata nel lungo periodo. In sintesi, Mondelēz si prepara a navigare un 2026 complesso, tra consumatori sotto pressione, dinamiche competitive sul prezzo e incertezza macroeconomica, con l’obiettivo di preservare quote e margini oggi per tornare a crescere sopra l’algoritmo già dal 2027.



















