Carrefour rifocalizza su Francia, Spagna e Brasile: 5 miliardi di cassa e margine al 3,5% entro il 2030

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Carrefour rilancia la propria ambizione industriale e finanziaria con il piano strategico “Carrefour 2030”, una vera e propria offensiva per la crescita e la creazione di valore che ridisegna il perimetro geografico del gruppo, rafforza il modello omnicanale e punta a coniugare competitività di prezzo, innovazione tecnologica e disciplina finanziaria in un contesto di mercato sempre più polarizzato e sensibile al potere d’acquisto.

Il piano viene presentato dopo un 2025 definito dal management “solido”, con vendite in crescita del 2,8% a perimetro comparabile e ricavi complessivi pari a 91,5 miliardi di euro, sostenuti da un quarto trimestre in progresso dell’1,6% LFL, a conferma di una dinamica commerciale tornata positiva nei principali mercati europei.

L’EBITDA si è attestato a 4,506 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (+3,4% a cambi costanti), mentre il risultato operativo ricorrente ha raggiunto 2,158 miliardi, in calo del 5,4% per effetto dei costi di integrazione di Cora & Match e dell’impatto negativo dei cambi in America Latina; al netto di tali elementi, la redditività mostra un miglioramento strutturale, in particolare in Francia e Spagna.

Il gruppo guidato da Alexandre Bompard ha scelto di rifocalizzarsi su tre mercati core – Francia, Spagna e Brasile – che rappresentano la parte preponderante del fatturato e quasi la totalità del risultato operativo ricorrente, dopo aver completato la cessione delle attività in Italia e annunciato la vendita della Romania, con l’obiettivo dichiarato di concentrare risorse e management su geografie dove detiene posizioni di leadership e maggior potenziale di creazione di valore.

In Francia, il perimetro storico ha raggiunto un margine operativo del 3,0%, in miglioramento di 31 punti base, segnando un traguardo atteso da tempo, mentre in Spagna il risultato operativo è cresciuto a doppia cifra (+13,5%), confermando la solidità del modello in un mercato in espansione; più complesso il contesto brasiliano, dove l’elevato livello dei tassi ha pesato sui consumi, ma la disciplina sui costi ha consentito di preservare la marginalità a cambi costanti.

Sul piano commerciale, la priorità resta vincere la “battaglia del prodotto e del cliente” attraverso una combinazione di maggiore competitività di prezzo, rafforzamento dell’offerta nei freschi, crescita delle marche del distributore – che hanno raggiunto il 38% delle vendite food – e potenziamento del programma fedeltà “Le Club”, che dovrà arrivare a 60 milioni di membri entro il 2030.

Grande spazio è dedicato ai freschi, considerati il principale driver di traffico e frequenza, con la trasformazione di alcuni ipermercati in specialisti del fresh e del discount sul modello “Marché Frais by Carrefour”, lo sviluppo della prossimità – 456 nuove aperture in Francia nel solo 2025 – e l’obiettivo di portare al 20% il peso del ready-to-eat sul fatturato freschi entro fine decennio.

Parallelamente il gruppo accelera sulla transizione alimentare e climatica, avendo raggiunto nel 2025 il 113% degli obiettivi previsti dall’indice CSR e Food Transition, con 7,5 miliardi di euro di vendite di prodotti certificati sostenibili, una riduzione del 57% delle emissioni dirette rispetto al 2019 e un avanzamento significativo sugli obiettivi di riduzione di zucchero e sale nelle private label.

Il secondo asse del piano riguarda la crescita dei formati, con 70 nuove aperture Atacadão in Brasile, l’obiettivo di 7.500 negozi di prossimità tra Francia e Spagna entro il 2030 e una struttura sempre più orientata al franchising, mentre l’e-commerce continua a crescere a doppia cifra, con un GMV in aumento del 21% nel 2025 e del 22% nel quarto trimestre.

Il terzo pilastro è l’accelerazione su intelligenza artificiale, tecnologia e dati, con investimenti stimati in circa 100 milioni di euro l’anno e partnership strategiche per digitalizzare i punti vendita, ridurre le rotture di stock, migliorare la produttività e sviluppare nuove opportunità di retail media.

Dal punto di vista finanziario, il gruppo ha generato 1,565 miliardi di euro di Net Free Cash Flow al netto dell’Italia, ha ridotto il capex a 1,523 miliardi e mantiene un rating BBB con outlook stabile, proponendo un dividendo ordinario di 0,97 euro per azione, in crescita del 5,4%, oltre a un dividendo straordinario legato alla cessione della Romania.

Con “Carrefour 2030” il retailer francese intende dunque capitalizzare su una base operativa tornata più solida nel 2025, rafforzare la redditività strutturale e trasformarsi in una piattaforma di retail alimentare sempre più digitale, sostenibile e orientata ai dati, con un modello capace di coniugare crescita, disciplina finanziaria e centralità del cliente nel lungo periodo.

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