Cavit chiude l’esercizio in crescita organica: export stabile, investimenti nella spumantistica e focus sul core business

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Il Gruppo Cavit chiude l’esercizio 2024/2025 con un bilancio che conferma la solidità del modello cooperativo e la capacità di generare valore anche in uno scenario internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, dazi e consumi in rallentamento. L’Assemblea dei Soci ha approvato un consuntivo che unisce rigore finanziario, scelte strategiche di lungo periodo e investimenti mirati, delineando un percorso di crescita sostenibile per le controllate Cesarini Sforza, GLV e Kessler Sekt.

L’anno è stato caratterizzato dalla completa dismissione di Casa Girelli, operazione conclusa senza impatti occupazionali né effetti negativi sul patrimonio. Un passaggio che chiude definitivamente le attività a bassa marginalità e permette al Gruppo di focalizzarsi sul proprio core business, liberando risorse per investimenti a più alto valore aggiunto.

Elemento distintivo del modello cooperativo resta la soddisfacente remunerazione dei Soci conferenti. “Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti, ottenuti nonostante uno scenario globale complesso”, commenta il presidente Lorenzo Libera. “La nostra forza è la coesione delle undici cantine cooperative e la capacità di tutelare il reddito di oltre 5.250 viticoltori”.

Il fatturato consolidato si attesta a 242,8 milioni di euro, in flessione del 4,1% per effetto dell’uscita di Casa Girelli dal perimetro. Su base organica, rispetto al 2019/2020, il Gruppo cresce del 3% medio annuo. Il patrimonio netto supera quota 123 milioni, confermando una struttura finanziaria solida e orientata al lungo periodo.

L’export resta il motore del business, con un’incidenza del 75% e una presenza capillare in Nord America, Europa e Asia. Cavit mantiene la leadership nel Pinot Grigio negli Stati Uniti, fronteggiando i dazi con strategie commerciali diversificate. Germania e Olanda restano centrali in Europa, mentre Corea, Giappone e Cina mostrano crescente interesse per la spumantistica Trentodoc.

Proprio gli spumanti rappresentano l’asset più strategico: Altemasi, Cesarini Sforza e Kessler Sekt chiudono l’anno in crescita, mentre prosegue il piano di ampliamento della cantina Altemasi, con interventi previsti fino al 2029.

Sul fronte dell’innovazione, Cavit punta su PICA, collaborazioni con Fondazione Mach e Bruno Kessler e nuovi progetti di intelligenza artificiale e droni per il monitoraggio dei vigneti. La sostenibilità rimane centrale, con assistenza agronomica continua e pratiche conformi allo standard SQNPI.

“Il bilancio conferma la capacità del Gruppo di generare reddito anche in uno scenario difficile”, conclude il direttore generale Enrico Zanoni. “Ora la sfida è guardare oltre l’emergenza dei consumi e continuare a investire con determinazione per trasformare le difficoltà in opportunità di crescita futura”.

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