I prezzi internazionali dei prodotti alimentari sono rimasti sostanzialmente stabili ad agosto, secondo l’ultimo rapporto diffuso dalla FAO. L’Indice FAO dei prezzi alimentari si è attestato a 130,1 punti, in lieve aumento rispetto ai 130,0 di luglio e in crescita del 6,9% su base annua.
Il quadro è frutto di andamenti contrastanti: da un lato aumenti per carne, zucchero e oli vegetali, dall’altro cali per cereali e lattiero-caseari.
L’Indice FAO degli oli vegetali ha registrato un +1,4% su base mensile, il livello più alto da oltre tre anni. A trainare l’aumento, i rialzi di palma, girasole e colza, complice l’annuncio dell’Indonesia di rafforzare il mandato sul biodiesel. In controtendenza la soia, penalizzata da previsioni di abbondanti raccolti.
Per i cereali si è registrato un calo dello 0,8% rispetto a luglio. Il grano è sceso grazie a raccolti più abbondanti in Unione Europea e Russia, mentre il mais è salito, spinto dalla domanda per mangimi e per la produzione di etanolo negli Stati Uniti. L’indice del riso ha segnato un ribasso, complice la concorrenza tra esportatori.
La carne ha toccato un nuovo massimo storico (+0,6%), guidata dal boom dei prezzi bovini, sostenuti dalla domanda negli Stati Uniti e in Cina. Stabili i suini, in crescita gli ovini, mentre il pollame ha segnato un calo per l’ampia offerta brasiliana.
Al contrario, i lattiero-caseari hanno perso l’1,3% su base mensile, con ribassi per burro, formaggi e latte in polvere intero, in un contesto di domanda asiatica fiacca. Lo zucchero è tornato a crescere (+0,2%) dopo cinque mesi di calo, sostenuto da timori sui raccolti in Brasile e da una domanda globale vivace, nonostante le prospettive positive per India e Thailandia.
Nuovo record per la produzione mondiale di cereali
Contestualmente, la FAO ha pubblicato il nuovo aggiornamento sulle previsioni di raccolto 2025, stimato a 2.961 milioni di tonnellate, nuovo massimo storico e in crescita del 3,5% sul 2024.
Decisivo il forte rialzo dell’output di mais, atteso a livelli record grazie a Stati Uniti e Brasile. La produzione mondiale di cereali secondari dovrebbe raggiungere 1.601 milioni di tonnellate (+5,9%). Al contrario, la stima sul grano è stata limata a 804,9 milioni di tonnellate, pur restando sopra i livelli dello scorso anno. Anche il riso segnerà un massimo storico (555,5 milioni di tonnellate, +1%), grazie a espansioni produttive in Asia e Sud America.
L’utilizzo globale di cereali per il 2025/26 è previsto a 2.922 milioni di tonnellate (+1,6%), sostenuto dalla domanda zootecnica e acquacolturale. Le scorte mondiali raggiungeranno a fine stagione 898,7 milioni di tonnellate (+3,7%), con un rapporto scorte/utilizzi al 30,6%, a conferma di una situazione di ampia disponibilità sui mercati.
Infine, il commercio internazionale di cereali è atteso in crescita (+1,4%), a 493,4 milioni di tonnellate, trainato da esportazioni abbondanti di mais e da una forte domanda di grano e riso in diversi Paesi emergenti.


















