Colruyt lascia la Francia dopo quasi trent’anni e incassa 230 milioni dalla cessione di cento supermercati

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Dopo il via libera definitivo delle autorità francesi della concorrenza, Colruyt Group ha completato il 28 febbraio la cessione di 100 supermercati e 45 stazioni di servizio DATS 24, mettendo formalmente fine a un percorso industriale avviato in Francia nel 1996 e mai pienamente consolidato sotto il profilo della redditività.

L’operazione rappresenta uno dei passaggi strategici più rilevanti degli ultimi anni per il retailer belga, che con questa scelta chiude un capitolo quasi trentennale caratterizzato da investimenti, tentativi di rilancio e progressivi aggiustamenti operativi in un mercato tra i più competitivi d’Europa.

I punti vendita per i quali non è stato possibile individuare un acquirente sono stati definitivamente chiusi, mentre prosegue parallelamente la ricerca di compratori per una parte degli asset immobiliari ancora in portafoglio, segno che il processo di dismissione non può dirsi del tutto concluso sotto il profilo patrimoniale.

In particolare, la società ha comunicato che sono in corso trattative per la vendita degli immobili relativi ai negozi rimasti senza compratore e dei magazzini situati a Dole Choisey, Dole Wilson e Rochefort-sur-Nenon, oltre alla definizione di un contratto di locazione per il deposito di Gondreville-Fontenoy, operazioni che contribuiranno a completare il riassetto logistico connesso all’uscita dal mercato francese.

Dal punto di vista finanziario, l’impatto dell’operazione sarà visibile soprattutto nella seconda metà dell’esercizio 2025/26, quando la vendita dei supermercati, comprensiva sia delle attività commerciali sia degli immobili, genererà un afflusso di cassa stimato in circa 230 milioni di euro, rafforzando temporaneamente la posizione finanziaria del gruppo.

A fronte di tali proventi straordinari, l’implementazione dell’accordo sociale legato alla ristrutturazione comporterà tuttavia costi compresi tra 55 e 65 milioni di euro, a testimonianza della complessità industriale e occupazionale di un’uscita strutturata da un mercato di grandi dimensioni.

La maggior parte dei punti vendita ceduti è stata rilevata dal Groupement Mousquetaires, realtà cooperativa che controlla le insegne Intermarché e Netto, rafforzando ulteriormente la propria presenza territoriale in diverse aree del Paese.

Altri supermercati sono passati sotto il controllo di E.Leclerc, Coopérative U e Carrefour, determinando una redistribuzione degli asset che consolida ulteriormente il peso dei principali operatori nazionali in un contesto già caratterizzato da elevata concentrazione e forte pressione competitiva sui prezzi.

Secondo le organizzazioni sindacali, l’uscita di Colruyt dalla Francia avrebbe comportato la perdita di circa 700 posti di lavoro, elemento che ha accompagnato l’operazione con una significativa dimensione sociale e che ha reso necessario un articolato confronto con le rappresentanze dei lavoratori.

Per Colruyt Group, la decisione di abbandonare il mercato francese si inserisce in una più ampia strategia di focalizzazione geografica e di riallocazione delle risorse verso aree e attività in grado di garantire maggiore creazione di valore e migliori prospettive di redditività nel medio-lungo periodo.

Il ritiro consente infatti al gruppo di semplificare la propria struttura operativa, ridurre l’esposizione a un mercato storicamente difficile per il format adottato e concentrare capitali e management sulle aree core, in un contesto europeo segnato da inflazione dei costi, crescente sensibilità al prezzo da parte dei consumatori e competizione sempre più intensa tra operatori tradizionali e discount.

La chiusura del dossier francese non rappresenta quindi soltanto la fine di una presenza diretta sul territorio, ma anche un passaggio chiave nel processo di ridefinizione del perimetro internazionale del gruppo belga, che attraverso questa operazione ridisegna il proprio profilo industriale e finanziario in vista di una nuova fase di consolidamento e sviluppo selettivo.

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