Il comparto plant-based nel Regno Unito torna a evidenziare segnali di crescita dopo una fase di rallentamento durata diversi esercizi, sostenuto da una domanda sempre più orientata verso alimenti vegetali ricchi di proteine e fibre, percepiti come più naturali, meno trasformati e soprattutto in grado di garantire maggiore controllo sugli ingredienti e sul profilo nutrizionale complessivo.
Secondo gli ultimi dati Nielsen aggiornati a dicembre 2025, i volumi dei prodotti plant-based refrigerati nei supermercati britannici sono cresciuti di poco meno dell’1% su base annua, con un’accelerazione all’1,7% nelle ultime 12 settimane, segnale di un’inversione di tendenza che, pur restando moderata nei numeri assoluti, appare significativa in un contesto di consumi alimentari ancora influenzato dalle pressioni inflattive.
L’elemento distintivo di questa nuova fase non risiede tanto nella ricerca di alternative ultra-processate alla carne, quanto piuttosto nel ritorno a ingredienti semplici e integrali, con un focus marcato sulle proteine vegetali “whole food” come legumi, tofu e cereali integrali, che intercettano un consumatore più maturo e meno incline alla sperimentazione occasionale.
Il trend è confermato da Tesco, che osserva come gli shopper stiano diventando più selettivi e sempre più attenti ai benefici salutistici concreti dei prodotti acquistati, privilegiando referenze capaci di coniugare naturalità, trasparenza e valore nutrizionale.
Nel corso dell’ultimo anno, presso l’insegna britannica la domanda di tofu e tempeh è cresciuta di oltre il 10%, mentre il plant-based mince ha registrato un incremento prossimo al 25%, a testimonianza di una categoria che si sta ristrutturando attorno a soluzioni proteiche vegetali percepite come più versatili e meno artificiali.
Anche il segmento dei prodotti proteici vegetali in senso ampio, inclusi tofu, tempeh e seitan, ha segnato un aumento del 12%, mentre lo snacking plant-based – tra cui falafel, picnic eggs e mini salsicce – ha evidenziato una crescita superiore al 5%, rafforzando il ruolo della categoria anche nei momenti di consumo fuori pasto.
Secondo Bethan Jones, buyer plant-based di Tesco, il settore sta vivendo “i primi germogli di ripresa”, grazie a un numero crescente di consumatori che collocano salute e benessere al centro delle proprie scelte alimentari di lungo periodo, superando la logica della moda passeggera.
Dopo il picco registrato durante il lockdown, quando il plant-based si era imposto come uno dei trend più dinamici del grocery britannico, la categoria aveva infatti subito una normalizzazione dovuta sia alla pressione sui redditi familiari sia alla minore curiosità verso prodotti percepiti come novità.
Oggi, tuttavia, la crescita appare più strutturata e meno legata all’effetto hype, sostenuta da una micro-tendenza focalizzata su proteine vegetali non eccessivamente trasformate, che contribuisce a ridefinire il perimetro stesso dell’offerta.
In questo contesto si inserisce Gosh!, brand britannico che basa la propria proposta su ricette 100% naturali e ingredienti riconoscibili, intercettando una domanda orientata alla semplicità e alla trasparenza.
Il suo prodotto di punta, Moroccan Falafel, ha registrato una crescita dei volumi del 6% nelle ultime 52 settimane, contribuendo a sostenere la ripresa della categoria attraverso un posizionamento coerente con le aspettative di chi cerca prodotti vegetali realmente salutari e privi di additivi percepiti come superflui.
Anche The Vegan Society ha accolto positivamente i dati, sottolineando come le motivazioni che spingono verso un’alimentazione vegana o plant-based – dal benessere animale alla sostenibilità ambientale, fino alla gestione del budget familiare – si stiano consolidando in modo trasversale.
Nel complesso, il mercato britannico del plant-based sembra dunque avviarsi verso una fase di maggiore maturità, nella quale la crescita non è più trainata esclusivamente dalla sostituzione della carne, ma da un’integrazione più consapevole e stabile delle proteine vegetali nella dieta quotidiana, con implicazioni rilevanti per le strategie assortimentali e di innovazione del retail nel 2026.



















