Dairy britannico in accelerazione: boom di polveri e formaggi, UE primo sbocco commerciale

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Il 2025 si è chiuso con un risultato particolarmente positivo per il commercio lattiero-caseario del Regno Unito, che registra un’espansione significativa delle esportazioni sia sotto il profilo dei volumi sia in termini di valore, confermando un rafforzamento strutturale della competitività britannica sui mercati internazionali in un contesto globale ancora caratterizzato da tensioni sui costi e da dinamiche di domanda in evoluzione.

Secondo i dati diffusi da AHDB, il volume complessivo delle esportazioni nel 2025 ha raggiunto 1,35 milioni di tonnellate, con un incremento del 9,1% rispetto al 2024, pari a 113 mila tonnellate aggiuntive, mentre il valore totale ha toccato 2,18 miliardi di sterline, sostenuto da una crescita generalizzata di tutte le principali categorie merceologiche.

L’aumento dei volumi ha interessato quasi tutti i segmenti produttivi, con l’unica eccezione dello yogurt, che ha registrato una flessione in termini quantitativi ma comunque un progresso in valore, a testimonianza di un miglior mix di prezzo e posizionamento commerciale.

Dal punto di vista geografico, la maggior parte della crescita si è concentrata verso i Paesi dell’Unione europea, ma non sono mancati segnali molto incoraggianti anche nei mercati extra-Ue, con incrementi rilevanti negli Emirati Arabi Uniti, in Nigeria, Algeria, Pakistan, Egitto, Marocco, Indonesia, Malesia e Bangladesh, dove il prodotto trainante è risultato spesso il latte in polvere, competitivo sul piano dei prezzi e favorito da una maggiore disponibilità di materia prima legata all’aumento della produzione nazionale.

Entrando nel dettaglio delle categorie, latte e panna hanno segnato l’incremento più consistente in termini assoluti, con 49.200 tonnellate in più (+6,2%) e un valore complessivo salito a 484 milioni di sterline, pari a 71 milioni aggiuntivi rispetto all’anno precedente.

Ancora più marcata la performance del latte in polvere, cresciuto del 42,7% in volume, per un totale di 43.900 tonnellate supplementari e un valore annuo di 251 milioni di sterline, sostenuto da una domanda internazionale vivace e da un posizionamento favorevole sui mercati globali.

Anche il siero di latte e i suoi derivati hanno beneficiato di un contesto positivo, con un aumento del 16,6% in volume e 10.100 tonnellate aggiuntive, grazie alla forte domanda mondiale di proteine lattiero-casearie, alimentata sia dall’attenzione verso l’alimentazione ad alto contenuto proteico sia dal crescente dibattito intorno ai farmaci GLP-1, che stanno influenzando le scelte dietetiche dei consumatori.

Il burro ha registrato una crescita del 14,3% in volume, con un incremento di valore pari a 62 milioni di sterline e un totale che ha raggiunto 289 milioni, confermando un rinnovato interesse per i grassi lattiero-caseari in diversi mercati.

Il comparto dei formaggi e delle cagliate si conferma uno dei pilastri dell’export britannico, con un incremento di 8.700 tonnellate (+4,4%) e un valore complessivo pari a 971 milioni di sterline, in aumento del 9,3% su base annua, chiudendo così il quarto anno consecutivo di crescita.

All’interno dell’UE si segnalano aumenti particolarmente sostenuti verso Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio e Spagna, mentre l’Irlanda, primo mercato di destinazione, ha ridotto gli acquisti a causa di una maggiore disponibilità interna di prodotto.

Su scala globale, progressi significativi sono stati registrati anche in Cina, Marocco, Libano e Canada, e le recenti misure antidumping applicate da Pechino ai formaggi provenienti dall’Unione europea potrebbero offrire ulteriori opportunità competitive ai produttori britannici.

Sul fronte delle importazioni, il 2025 evidenzia un aumento più contenuto, pari all’1,9%, con volumi complessivi che si attestano a 1,27 milioni di tonnellate, trainati principalmente dai flussi provenienti dall’Unione europea, che rappresentano oltre il 98% del totale.

Le maggiori crescite riguardano formaggi e cagliate (+4,7%) e yogurt (+3,5%), mentre latte e panna e burro risultano in contrazione, segnalando un riequilibrio delle dinamiche di approvvigionamento.

Le importazioni dalla Nuova Zelanda hanno continuato a crescere, seppur a ritmi più moderati rispetto al 2024, nel quadro dell’accordo di libero scambio entrato in vigore nel 2023, che consente un maggiore accesso senza dazi per burro e formaggi.

Il mutamento delle abitudini alimentari globali, l’interesse crescente per i formaggi britannici e la domanda strutturale di alimenti ricchi di proteine delineano uno scenario favorevole anche per il 2026, in cui la capacità di presidiare i mercati, valorizzare la qualità e mantenere competitività di prezzo sarà decisiva per consolidare il percorso di crescita avviato nel 2025.

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