Aldi Suisse ha chiuso positivamente il “Programma Rose”, iniziativa avviata nel 2020 in Kenya con l’obiettivo di migliorare in modo strutturale le condizioni di vita dei lavoratori impiegati nelle aziende floricole certificate Fairtrade, andando oltre i tradizionali perimetri di intervento lungo la filiera. Realizzato in collaborazione con Fairtrade Max Havelaar, il progetto è stato sostenuto da una donazione superiore a 300.000 euro da parte del retailer svizzero e si è concentrato non soltanto sugli standard produttivi, ma soprattutto sulla dimensione domestica delle famiglie coinvolte.
Sebbene gli standard Fairtrade impongano già requisiti stringenti in materia di condizioni di lavoro, tutela della salute e rispetto ambientale nelle aziende agricole, il programma è intervenuto laddove le certificazioni normalmente non arrivano, ossia nell’ambiente di vita privato dei collaboratori del settore floreale. In molte aree rurali del Kenya, infatti, le famiglie cucinano ancora su fuochi all’aperto, con conseguenze rilevanti sul piano sanitario per l’esposizione costante ai fumi, oltre a costi elevati per carbone e paraffina e a un considerevole dispendio di tempo necessario per procurarsi la legna.
Il fulcro operativo dell’iniziativa è stato un fondo da 160.000 euro destinato a prestiti senza interessi, istituito a favore di sei aziende floricole keniane e concepito per continuare a operare anche dopo la conclusione formale del progetto quinquennale, garantendo così continuità e sostenibilità finanziaria nel tempo. Grazie a questi finanziamenti mirati, oltre 3.810 famiglie – pari a circa il 60% del gruppo target – hanno potuto accedere a soluzioni di energia pulita, tra cui cucine migliorate ad alta efficienza e lampade solari per l’illuminazione domestica.
L’adozione di queste tecnologie ha consentito, in media, una riduzione del 50% dei costi energetici legati alla preparazione dei pasti, generando un beneficio economico immediato e misurabile per i nuclei familiari coinvolti. Parallelamente, il 66% dei collaboratori, in particolare le donne, ha dichiarato di aver ottenuto un significativo risparmio di tempo, non essendo più costretto a dedicare ore quotidiane alla raccolta della legna, con effetti positivi anche sull’organizzazione familiare e sulla partecipazione ad attività formative o lavorative.
Sempre il 66% dei partecipanti ha inoltre segnalato un miglioramento dello stato di salute della famiglia, attribuibile alla minore esposizione ai fumi derivanti dalla combustione tradizionale. Nel complesso, il 67% del gruppo target beneficia oggi di condizioni socio-economiche migliorate, poiché il tempo e le risorse economiche risparmiate vengono progressivamente reinvestiti in istruzione, aggiornamento professionale e nuove attività generatrici di reddito.
Il programma ha inoltre promosso la piantumazione di circa 27.000 piantine di alberi da frutto, rafforzando l’autosufficienza alimentare delle famiglie e creando ulteriori opportunità economiche attraverso la vendita dei prodotti agricoli. Con la conclusione del “Programma Rose Fairtrade”, ALDI SUISSE ribadisce il proprio impegno a favore del commercio equo e solidale e di miglioramenti misurabili lungo l’intera catena di fornitura, sottolineando come l’impatto generato continuerà ben oltre la durata formale del progetto.
“Il Programma Rose dimostra in modo lampante come possiamo ottenere miglioramenti concreti per le popolazioni locali lungo la nostra catena di fornitura. Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti” ha dichiarato Jérôme Meyer, Country Managing Director di ALDI SUISSE. Anche Fairtrade Max Havelaar evidenzia la portata sistemica dell’iniziativa: “Un migliore accesso all’energia pulita contribuisce in modo significativo alla salute delle persone e promuove la riduzione delle emissioni di CO₂. Allo stesso tempo, le lavoratrici e le loro famiglie sono sollevate dal punto di vista economico” ha commentato Melanie Dürr, responsabile della cooperazione internazionale dell’organizzazione. L’esperienza keniana si configura così come un modello replicabile di intervento integrato lungo la supply chain floricola, capace di coniugare responsabilità sociale, transizione energetica e sviluppo economico locale in una logica di valore condiviso tra distribuzione moderna e territori di origine delle materie prime.



















