Dicembre penalizza il retail britannico: tengono le High Street, crollano i centri commerciali

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Nel periodo compreso tra fine novembre e inizio gennaio i dati British Retail Consortium – Sensormatic fotografano un dicembre difficile per il retail britannico, segnato da un calo diffuso dei flussi di visitatori.
Nel complesso, il footfall totale nel Regno Unito nel 2025 è diminuito dello 0,8% rispetto al 2024, confermando una tendenza strutturale ormai consolidata. Il cosiddetto “Golden Quarter”, i tre mesi fino a dicembre, ha registrato una flessione più marcata, pari al 2,2% su base annua. Nel solo mese di dicembre, il traffico nei punti vendita è sceso del 2,9% anno su anno, peggiorando rispetto al -0,8% di novembre.
Le High Street hanno mostrato una maggiore tenuta, limitando il calo allo 0,9%, in miglioramento rispetto al mese precedente. Più penalizzati i Retail Park, con un -2,5%, e soprattutto i centri commerciali, dove il footfall è crollato del 5,1%. Il rallentamento ha interessato tutte le nazioni del Regno Unito.
In Scozia la diminuzione è stata dell’1,5%, mentre in Irlanda del Nord si è attestata all’1,7%. Il calo più significativo, pari al 3,1%, ha colpito Inghilterra e Galles. Secondo Helen Dickinson, amministratrice delegata del British Retail Consortium, dicembre è stato “deludente” per il settore. L’aumento delle bollette e dei costi alimentari ha spinto molti consumatori a rimandare gli acquisti ai saldi post-natalizi.

Solo la settimana successiva al Natale ha mostrato un rimbalzo significativo dei flussi. Nel periodo che ha preceduto le festività, i clienti hanno effettuato meno visite, ma più mirate. Questo comportamento ha inciso in particolare sui centri commerciali, che hanno registrato la contrazione più forte. I dati di dicembre chiudono un anno complesso per il retail britannico. Il 2025 segna infatti il terzo anno consecutivo di calo annuale del footfall. Una dinamica che riflette l’evoluzione delle abitudini di consumo e del panorama distributivo. Secondo il BRC, le location che hanno resistito meglio sono quelle capaci di offrire un’esperienza completa. Shopping, ristorazione, intrattenimento e tempo libero diventano fattori chiave di attrattività. Per invertire la tendenza, il settore chiede un contesto economico più favorevole agli investimenti.
Andy Sumpter, Retail Consultant EMEA di Sensormatic, sottolinea che dicembre è stato l’ottavo mese consecutivo di calo dei flussi. Il dato del -2,9% conferma un “Golden Quarter” sottotono per il retail fisico. Ancora una volta, le High Street si sono dimostrate le più resilienti. Il contesto resta però sempre meno indulgente per gli operatori. Tra domanda in cambiamento e costi operativi in aumento, gli errori si pagano di più. Secondo Sumpter, il rischio è che il taglio dei costi freni gli investimenti necessari alla crescita sostenibile. Non mancano tuttavia segnali di tenuta della domanda. I flussi hanno mostrato picchi al di fuori dei giorni tradizionalmente considerati di punta. Un’indicazione che i modelli di acquisto festivi stanno cambiando. Nonostante il calo, il Regno Unito ha registrato il secondo miglior risultato tra i Paesi del G7 nel mese di dicembre.

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