Le vendite di pesce e frutti di mare certificati sostenibili nel Regno Unito hanno registrato una crescita sostenuta nel corso del 2024-25, trainate dall’ampliamento dell’offerta con marchio Marine Stewardship Council (MSC) sugli scaffali della grande distribuzione.
Secondo l’ultimo MSC UK and Ireland Market Report, quasi due terzi (63%) dei prodotti ittici selvatici venduti nel Paese riportano oggi l’ecolabel blu. Un risultato che si riflette anche sull’assortimento: sono 948 i prodotti MSC a marchio privato delle catene di supermercati, ormai prossimi alla soglia dei mille.
Nel periodo considerato, i consumatori britannici hanno speso complessivamente 1,7 miliardi di sterline per 189.000 tonnellate di prodotti certificati MSC, segnando un incremento del 14% su base annua. Un segnale di come la sostenibilità stia diventando un fattore strutturale nelle scelte di acquisto, più che un semplice elemento reputazionale.
Il principale motore della crescita è rappresentato dal tonno skipjack certificato MSC, la cui presenza sugli scaffali è raddoppiata nell’ultimo anno. Le vendite di tonno in scatola e in vetro con ecolabel MSC sono passate da 24,3 milioni di sterline nel 2020-21 a 269,1 milioni nel 2024-25. Anche i volumi mostrano un balzo significativo, da 2.461 a 37.027 tonnellate nello stesso arco temporale.
La certificazione è ormai dominante anche in altre categorie chiave. Quattro quinti del merluzzo venduto nei supermercati britannici riportano il marchio MSC, una quota analoga a quella rilevata per specie molto popolari come gamberi d’acqua fredda e cozze. Particolarmente elevata anche la penetrazione nei prodotti trasformati: l’88% dei bastoncini di pesce venduti nel Regno Unito è oggi certificato.
Secondo Seth McCurry, senior commercial manager MSC UK & Ireland, la dinamica riflette un cambiamento profondo nelle aspettative dei consumatori. “Quasi un quarto degli acquirenti britannici (22%) ci dice che non compra pesce se non è sostenibile”, ha spiegato. “Non sorprende quindi che le vendite di prodotti MSC continuino a crescere in modo significativo”.
McCurry sottolinea inoltre il ruolo attivo della distribuzione: i retailer, oltre a intercettare la domanda, stanno lavorando sempre più a stretto contatto con l’industria della pesca per ampliare la gamma di specie certificate, includendo anche pesce e frutti di mare di provenienza locale. Un approccio che rafforza la filiera e consolida la sostenibilità come leva competitiva di lungo periodo.



















