Tyson Foods archivia il primo trimestre dell’esercizio 2026 con risultati superiori alle attese sul fronte degli utili, sostenuti dalla domanda di pollo, che ha più che compensato le forti criticità del comparto bovino. I ricavi trimestrali si sono attestati a 14,31 miliardi di dollari (+5,1%), superando le stime degli analisti, mentre l’EPS adjusted ha raggiunto 0,97 dollari, oltre il consensus.
La dinamica dei consumi riflette un contesto macro complesso: negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori a gennaio è scesa ai minimi da oltre 11 anni, penalizzata dall’inflazione alimentare e da un mercato del lavoro meno dinamico. In questo scenario, i consumatori stanno privilegiando proteine a minor costo, favorendo il pollo a scapito delle carni bovine.
Il segmento Chicken ha beneficiato di questa riallocazione della domanda, con vendite in crescita del 3,7% e il quinto trimestre consecutivo di aumento dei volumi, nonostante una lieve flessione dell’utile operativo adjusted a 459 milioni di dollari. Secondo il management, le prospettive restano favorevoli: le forniture di bestiame bovino dovrebbero rimanere limitate almeno fino al 2027, rafforzando ulteriormente l’attrattività del pollo come proteina “value oriented”.
Di segno opposto l’andamento del Beef, penalizzato da prezzi record del bestiame e da una mandria statunitense ai minimi da 75 anni, ridotta da una siccità persistente e dall’aumento dei costi di alimentazione. Nel trimestre, i volumi di vendita di manzo sono scesi del 7,3%, a fronte di un aumento dei prezzi del 17,2%, con una perdita operativa adjusted di 143 milioni di dollari.
I costi di approvvigionamento dei bovini sono aumentati di circa 850 milioni di dollari su base annua, comprimendo ulteriormente i margini industriali. A dicembre, i prezzi retail della carne macinata hanno toccato il massimo storico di 6,69 dollari per libbra (+19% a/a), secondo i dati del Bureau of Labor Statistics.
Il gruppo ha già avviato interventi di razionalizzazione, annunciando la chiusura di un grande impianto di lavorazione del manzo in Nebraska e la riduzione delle attività in uno stabilimento in Texas.
Nonostante le difficoltà, l’azienda mantiene una solida posizione finanziaria, con 4,5 miliardi di dollari di liquidità e una riduzione del debito pari a 468 milioni nel trimestre. Per l’intero esercizio 2026, Tyson Foods prevede ricavi in crescita tra il 2% e il 4% e un utile operativo adjusted compreso tra 2,1 e 2,3 miliardi di dollari. In un contesto di prezzi elevati e consumi più selettivi, la strategia del gruppo punta a capitalizzare il riequilibrio della domanda verso proteine più accessibili, mentre prosegue la ricerca di soluzioni strutturali per il rilancio del comparto bovino.



















