In Turchia cresce l’interesse per le Indicazioni Geografiche e il sistema europeo delle certificazioni Dop e Igp si arricchisce sempre più di prodotti anatolici. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la Turchia sta portando avanti una strategia decisa per internazionalizzare il proprio patrimonio agroalimentare e artigianale attraverso le registrazioni presso l’Ue. A confermarlo è la Fondazione Qualivita, che evidenzia come su 90 domande attualmente esaminate da Bruxelles, ben 69 – ovvero il 75% – arrivino da Ankara.
Un vero e proprio boom che colloca la Turchia al secondo posto tra i Paesi extra Ue per numero di domande Dop e Igp, subito dietro la Cina. Secondo Mauro Rosati, direttore di Qualivita, “è evidente che la Turchia stia cercando di avvicinarsi all’Europa attraverso un solido posizionamento nel mercato dei prodotti di qualità, valorizzando la vicinanza geografica e il potenziale legato al turismo”.
Il sistema delle Indicazioni Geografiche – nato in Europa oltre trent’anni fa – ha dimostrato una forte capacità di creare valore economico e di promozione territoriale, diventando un potente volano anche per l’industria turistica. Non sorprende quindi che sempre più Paesi fuori dall’Ue puntino su questo modello per valorizzare le proprie eccellenze.
L’obiettivo dichiarato di Ankara, riferisce ancora Il Sole 24 Ore, è quello di arrivare entro breve a cento prodotti riconosciuti con marchio di qualità europeo. Un traguardo che rafforzerebbe il legame economico e culturale tra Turchia e Ue, e che potrebbe contribuire a consolidare il sistema IG anche contro le critiche di chi – come gli Stati Uniti – continua a contestarne la validità.


















