Il gruppo britannico Ocado Group, attivo nelle tecnologie per l’e-grocery e nella gestione di piattaforme logistiche automatizzate, sta valutando un piano di riduzione dei costi che potrebbe tradursi nel taglio fino a 1.000 posti di lavoro, pari a circa il 5% della forza lavoro complessiva, dopo un esercizio particolarmente complesso per il business dei magazzini robotizzati, che negli ultimi trimestri ha mostrato una crescita inferiore alle attese e una redditività ancora distante dagli obiettivi dichiarati.
Secondo quanto riportato dal Sunday Times, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già nel corso di febbraio e le riduzioni di organico dovrebbero concentrarsi prevalentemente presso la sede centrale nel Regno Unito, coinvolgendo in misura significativa i team tecnologici e le funzioni di back office – tra cui legale, finanza e risorse umane – che negli anni di espansione avevano sostenuto lo sviluppo della piattaforma e l’implementazione dei progetti internazionali.
Interpellata da Reuters, Ocado ha mantenuto una posizione prudente, limitandosi a confermare che il gruppo rivede regolarmente le proprie operazioni e sottolineando, attraverso un portavoce, che “se e quando verranno prese decisioni che avranno un impatto sulle persone, l’azienda si impegna a comunicarle direttamente e a garantire un adeguato supporto”, senza tuttavia fornire indicazioni più dettagliate sulle tempistiche o sull’entità effettiva degli interventi.
La nuova fase di razionalizzazione si inserisce in un contesto operativo segnato da diversi contraccolpi sul fronte dei clienti internazionali, a partire dalla decisione del partner canadese Sobeys di chiudere il magazzino robotizzato di Calgary, scelta che ha ridimensionato le aspettative di sviluppo del modello in Nord America e riacceso interrogativi sulla sostenibilità economica di alcuni progetti ad alta intensità di capitale.
A complicare ulteriormente il quadro è arrivata, nel corso del 2025, la decisione di Kroger, principale partner commerciale di Ocado negli Stati Uniti, di chiudere tre centri automatizzati, un segnale che ha evidenziato come anche i grandi retailer stiano riconsiderando tempi e modalità di adozione delle soluzioni di fulfillment automatizzato in un contesto di domanda online più volatile rispetto agli anni post-pandemici.
Parallelamente, il gruppo britannico ha avviato una revisione strategica del proprio posizionamento tecnologico, annunciando nel dicembre 2025 la fine degli accordi di mutua esclusiva con diversi partner retail internazionali, tra cui lo stesso Kroger, nei mercati in cui la tecnologia è già operativa, con l’obiettivo di ampliare il perimetro commerciale della piattaforma e intercettare nuovi clienti in grado di migliorare il tasso di utilizzo degli impianti.
Sul piano finanziario, Ocado ha ribadito che la priorità resta il raggiungimento della positività del cash flow nel corso dell’esercizio 2025/26, avviato a dicembre, attraverso una riduzione strutturale dei costi operativi e una maggiore disciplina sugli investimenti, puntando a una piena generazione di cassa su base annua nell’esercizio successivo.
Il mercato guarda ora alla pubblicazione dei risultati annuali, prevista per il 26 febbraio, che rappresenterà un passaggio chiave per valutare l’efficacia delle misure di ristrutturazione, la tenuta del modello tecnologico e la capacità del gruppo di trasformare la propria piattaforma in un asset scalabile e sostenibile nel medio periodo.



















