Il commercio italiano con i Paesi extra-Ue27 ha chiuso il mese di ottobre con un quadro eterogeneo, in cui spicca il contributo positivo del settore agroalimentare all’interno dei beni di consumo non durevoli. Secondo le stime congiunturali Istat, l’export cala del 3,7%, mentre l’import segna una flessione più lieve (-0,6%).
La diminuzione mensile delle esportazioni è guidata soprattutto da energia (-14,6%) e beni strumentali (-13,8%), mentre aumentano beni intermedi (+3,0%) e beni di consumo non durevoli (+2,2%), categoria in cui rientrano molte specialità alimentari lavorate e confezionate. La domanda estera per prodotti agroalimentari continua infatti a rimanere robusta e contribuisce a stabilizzare il comparto export nei mesi di volatilità.
Sul fronte import, il calo congiunturale è trainato da beni di consumo durevoli, energia e beni strumentali. Tuttavia, l’acquisto di beni di consumo non durevoli, inclusi alimentari e ingredientistica, mostra nel trend tendenziale un’accelerazione marcata (+46,6%), segnale di una domanda interna vivace e di una filiera di trasformazione in espansione.
Considerando il trimestre agosto-ottobre 2025, l’export segna -1,4% ma con una crescita significativa dei beni intermedi (+6,2%) e dell’energia. Anche in questo caso, i beni di consumo non durevoli – sostenuti dall’agroalimentare – attenuano il calo delle altre categorie. L’import trimestrale (-0,6%) riflette principalmente la contrazione dell’energia.
Su base annua, ottobre registra un incremento dell’export del 3,5%, trainato da beni intermedi (+10,7%) e beni di consumo non durevoli (+10,1%). L’agroalimentare mostra performance solide negli Stati Uniti (+9,6%) e in Giappone (+7,2%), mentre arretrano Cina, Regno Unito e Turchia.
Sul lato import, spiccano gli acquisti dagli Stati Uniti (+89,4%) e dai Paesi MERCOSUR (+26,8%), aree chiave per le commodity agricole. In calo invece gli acquisti dai Paesi OPEC e dal Regno Unito. L’avanzo commerciale extra-Ue si attesta a +5,3 miliardi (stabile sul 2024). Il deficit energetico migliora, mentre l’avanzo dei prodotti non energetici si riduce ma rimane elevato (+8,7 miliardi).
Nel complesso, nei primi dieci mesi del 2025 l’export verso l’extra-Ue cresce del 2,6% (+3% al netto dell’energia), mentre l’import avanza del 5,4%. La dinamica evidenzia un sistema produttivo che, pur penalizzato dai beni strumentali, trova nell’agroalimentare – stabile, ad alta rotazione e orientato ai mercati premium – un supporto strategico per la tenuta dell’interscambio italiano.



















